9.3 C
Comune di Arezzo
venerdì, Aprile 4, 2025
HomeBlogsLe tensioni geopolitiche attuali e le minacce nucleari: una riflessione

Le tensioni geopolitiche attuali e le minacce nucleari: una riflessione

Un mondo sull'orlo del baratro: escalation geopolitica, minacce nucleari e il silenzio delle masse

-

Nel 2025, il nostro pianeta è attraversato da numerosi conflitti armati, con stime che indicano la presenza di 56 guerre attive, coinvolgendo oltre 92 paesi. Questa proliferazione di conflitti rappresenta una minaccia significativa per la sicurezza mondiale, dimostrando come il mondo si trovi in una fase di estrema fragilità, sull’orlo di un collasso geopolitico senza precedenti.

Molte persone ancora non percepiscono la gravità della situazione, perché viviamo in un sistema che cerca in ogni modo di distrarre le masse, confonderle e spingere a guardare altrove. Non è un caso, ma il risultato di un meccanismo costruito ad arte, studiato per mantenere i popoli nell’illusione. Ma sempre più persone stanno iniziando a porsi domande, a sentire che qualcosa non torna, a desiderare di capire davvero cosa sta accadendo nel mondo.

Le tensioni sono aumentate ulteriormente dopo un tentativo di eliminazione del presidente russo Vladimir Putin, un evento che ha scatenato dichiarazioni fortissime da parte della Russia (e che i nostri TG si guardano bene dal sottolineare); Vyacheslav Volodin, presidente della Duma, ha affermato che, in caso di attacco diretto alla leadership russa, la risposta non farebbe distinzioni tra obiettivi militari e civili e che sarà devastante. Un monito chiaro, che ha lasciato sgomento parte degli popoli “risvegliati”.

Ma non è l’unico evento che ha infiammato la situazione. A Mosca, il generale Igor Kirillov, comandante delle forze di difesa nucleare, chimica e biologica delle Forze Armate russe, è stato assassinato, un colpo durissimo per la Russia in un momento di massima tensione. Questo omicidio ha ulteriormente rafforzato la percezione di un attacco mirato alla stabilità russa, aumentando il rischio di una reazione incontrollabile da parte della stessa.

Ma come si è arrivati a questo punto? La Russia è stata forzata in una posizione di autodifesa, non solo a causa del conflitto in Ucraina, ma per un’escalation ben più ampia orchestrata dall’Occidente. Europa e Stati Uniti hanno violato accordi e patti, ampliando la NATO fino ai confini russi, installando basi e armamenti sempre più vicini al suo territorio. È evidente che questo abbia spinto Mosca a reagire, rifiutandosi di essere accerchiata in una morsa geopolitica che la minaccia direttamente.

Oggi siamo molto, molto vicini a un’escalation nucleare, forse più di quanto lo fossimo nei giorni della “Crisi dei missili di Cuba” nel 1962. Allora, l’umanità rischiò il baratro, ma John Fitzgerald Kennedy riuscì a disinnescare la minaccia nucleare con una diplomazia accorta, evitando la catastrofe. Ma oggi? Esiste ancora un leader capace di fermare l’inevitabile? O questa volta il mondo precipiterà davvero nell’abisso?

La storia ci insegna che la guerra non porta mai progresso, ma solo distruzione. Albert Einstein diceva: “Non so con quali armi sarà combattuta la Terza Guerra Mondiale, ma la Quarta sarà combattuta con clave e pietre.” Un avvertimento inquietante, perché se il mondo precipiterà nel baratro del nucleare, torneremo all’età della pietra. L’umanità rischia di autodistruggersi in un conflitto che non avrà vincitori, ma solo un pianeta devastato e milioni, forse miliardi, di vittime.

E allora sorge spontanea una domanda: chi guida il mondo verso il disastro? Chi sta premendo il piede sull’acceleratore di questa follia? Queste persone non hanno figli, nipoti, pronipoti? Non hanno nulla da perdere? O forse, la risposta è più inquietante: sono esseri accecati dal potere, privi di umanità? Demoni?

Ma c’è un altro elemento che non possiamo ignorare: il controllo delle masse attraverso l’intrattenimento e la distrazione. Oggi, mentre il mondo è sull’orlo della catastrofe, le persone vengono anestetizzate con la cultura del nulla. Festival di Sanremo, reality show, gossip, competizioni sportive, eventi di spettacolo studiati per far dimenticare ciò che davvero accade dietro le quinte del potere. “Pane e circo”, proprio come nell’antica Roma: mentre l’Impero crollava, il popolo veniva intrattenuto con i giochi nel Colosseo. Oggi non sono più gladiatori e leoni, ma celebrità, influencer e programmi di intrattenimento che distolgono l’attenzione dalle vere battaglie.

Nel frattempo, l’inflazione sta devastando il potere d’acquisto delle persone, ma viene minimizzata dai governi e dai media. Oggi, 50 euro non sono più quelli di qualche anno fa, svaniscono in un attimo tra spese essenziali e bollette sempre più alte. Eppure gli stipendi non aumentano, le pensioni vengono ritoccate, una tantum, di pochi euro al mese, uno o tre, assurdo!! Praticamente un insulto mascherato da “aiuto economico”. Ma perché lo fanno? Perché vogliono testare la resistenza del popolo italiano. Vogliono vedere fino a che punto la gente accetterà passivamente le privazioni senza
ribellarsi, come hanno per i “pseudovaccini”.

I francesi ancora si ribellano per ogni cosa a loro non favorevole. Gli italiani, invece, fino a quando avranno qualcosa da mettere in tavola, continueranno a incassare?!! Il sistema ci spinge sempre più oltre, misura le nostre reazioni, osserva quanto siamo disposti a subire prima di dire basta. E quando lo diremo? Beh ! Con gli austriaci alla fine l’abbiamo fatto! (Vedi le cinque giornate dal 18/22 marzo 1848). Fin dove arriveranno prima che il popolo si svegli davvero?

Nel frattempo, oltre 300.000 bambini risultano dispersi, e il silenzio su questa tragedia è assordante. Esistono luoghi nel mondo dove il traffico di esseri umani è una realtà diffusa, un mercato nascosto che pochi osano denunciare. Alcuni paesi sembrano essere epicentri di questa atrocità, fornendo carne da macello a un sistema che si nutre dell’innocenza, eppure le notizie su questi scandali vengono soffocate, deviate, insabbiate. Perché? Perché il male non vuole essere visto.

E per chi ha fede, i segnali inquietanti non mancano. Padre Pio parlava dei tre giorni di buio, un evento che avrebbe colpito l’umanità come un segno di purificazione. Secondo la sua visione, durante quei giorni non si dovrà aprire la porta a nessuno, neppure a chi bussa con la voce di un familiare, perché non sarà ciò che sembra. Un avvertimento inquietante, menzionato anche in altre profezie, fino al Terzo Segreto di Fatima.

Le risposte, forse, non le avremo mai con certezza. Ma ciò che possiamo fare è aprire gli occhi, non accettare passivamente il destino che ci vogliono imporre, denunciare, informare, risvegliare la “coscienza collettiva”, poiché uniti siamo una forza superiore. Perché se il male oggi sembra prevalere, invece, è solo perché troppi scelgono di chiudere gli occhi e guardare altrove.

E invece, se ci vogliamo salvare e fare luce nel tempo buio che ci si paventa all’orizzonte, dobbiamo unirci poiché il tempo per restare, in silenzio, sull’orlo dell’abisso…è finito.
S.S.C.

2 Commenti

  1. La situazione non è certo rosea come dici tu, il pericolo nucleare non lo vedo, ma semmai di altri tipi di armi e non convenzionali, ma di carattere egemonico finanziario, come è capitato all’Africa con il franco francese fino a poco tempo fa.
    Una delle ragioni della guerra in Ucraina e la pochezza di politica e rilevanza internazionale di
    una Europa in cui le diverse nazioni si fanno la calzetta fra di loro (Olanda, Eire, fiscalmente pirate, una Germania legata a due fili dal mercato Americano nel settore auto e contrabandiere di prodotti cinesi colpiti da dazi, e una Francia che non sa più integrare la terza e quarta generazione di immigrati), per noi, abituati da sottomissioni centenarie e dal vecchio potere ecclesiastico basta tirar a campa’, noi siamo un popolo non rivoluzionario, ma ingegnoso nel bisogno……

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Sabina Sabrina Crivellari
Sabina Sabrina Crivellari
Sabina Sabrina Crivellari, nata a Milano nel 1955, si trasferisce a Melzo nel 1990. Membro del “GAM” dal 1997, partecipa a mostre locali esplorando diverse tecniche artistiche: ritratti a matita, dipinti a olio, sculture in argilla e quadri in resina. Ha fondato una galleria d’arte e una scuola di cake design. Il quotidiano Il Giorno ha descritto via Napoli 37 come “la Montmartre di Melzo”. Attualmente, si dedica principalmente alla scrittura.
- Advertisment -
clickandfly dervizi foto video con drone o senza per agriturismi cantine

Dello stesso autore

Sostieni L'Ortica

Un gesto per coltivare l'informazione libera.
Sostenere l'Ortica significa dare valore al giornalismo indipendente.
Con una donazione puoi contribuire concretamente al nostro impegno nel fornire notizie senza condizionamenti.
Ogni piccolo sostegno conta: unisciti a noi nella nostra missione per un'informazione libera e imparziale.
Grazie per il tuo sostegno prezioso.
Dona con Paypal