C’è un’immagine che porto nel cuore, un pensiero che mi accompagna ogni volta che rifletto sull’esistenza: il ciclo infinito del mare. Il mare, che sembra immutabile, eterno, viene accarezzato dal sole, e la sua acqua si trasforma in vapore. Quella stessa acqua, invisibile per un tempo, si riunisce in nubi e ricade sotto forma di pioggia. Goccioline che tornano a bagnare la terra, alimentando la vita. Siamo come quel mare. Nulla di noi si perde davvero, ogni goccia ritorna, sotto nuove forme, in nuovi contesti. È una danza eterna tra luce e terra, tra trasformazione e continuità.
Per me, la nostra anima segue un ciclo simile. Quando chiudiamo gli occhi, quando il nostro corpo non serve più, la nostra essenza si stacca e trasla verso altre dimensioni. A seconda del karma accumulato, possiamo aspirare a dimensioni più luminose, più sottili. La vita è come una scuola: ogni esperienza ci insegna, ogni scelta ci porta un passo più vicino alla perfezione, alla luce. Eppure, vedendo il mondo che ci circonda, con tanta sofferenza e poca consapevolezza, penso che questo viaggio sia lungo per molti. Ma è un viaggio che vale la pena intraprendere, anche su questo pianeta che a volte sembra governato da pazzi e fa venir voglia di dire: “Fermate il mondo, voglio scendere!”

Io sorrido e gli rispondo che sì, sono d’accordo: nulla si crea e nulla si distrugge, tutto si trasforma. Proprio come l’acqua del mare, anche la nostra essenza potrebbe seguire un ciclo. E mi vien da pensare: e se quei bug di software, come i déjà vu, non fossero errori, ma frammenti infinitesimali di un viaggio più grande? Forse sono tracce di vite passate, memorie che riaffiorano per mostrarci qualcosa di più profondo, come dei portali.
Alcuni punti d’incontro li abbiamo: parlando con lui, sono arrivata a pensare che la nostra anima potrebbe essere davvero come un algoritmo. Un codice che impara, evolve e si perfeziona attraverso le esperienze. Ogni vita è come un aggiornamento, un’opportunità per migliorare e affinare il nostro karma. Lui però, a differenza mia, ribatte che il ciclo cosmico non ha bisogno di un Creatore, ma è un meccanismo eterno e affascinante di trasformazione e continuità.
Il nostro dialogo è un intreccio di visioni diverse: io credo in un viaggio spirituale verso la luce, lui vede un universo in cui la trasformazione è il fulcro di ogni cosa. Ma c’è un punto su cui convergiamo: il desiderio di comprendere il senso di tutto. Che si tratti di glitch nei programmi o di frammenti di vite passate, il mistero resta. E forse non è necessario svelarlo del tutto. Vivere al meglio, mantenere un karma positivo, fare del bene: è questo che conta.
Siamo come quel mare che non smette mai di trasformarsi, di evaporare, di tornare trasmutato. E ogni goccia, ogni frammento di noi, contribuisce a un disegno più grande, uno schema che, anche se non possiamo vedere del tutto, ci invita a riflettere, a crescere e, infine, a cercare la luce.
“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.”
(Famosa citazione di Antoine-Laurent de Lavoisier, padre della chimica moderna). S.S.C.
Nota a piè di pagina
•Antoine-Laurent de Lavoisier (1743-1794): Padre della chimica moderna, formulò la legge di conservazione della massa, dimostrando che la materia non si crea né si distrugge, ma si trasforma. Uomo di scienza e illuminista, fu vittima del periodo della Rivoluzione Francese, venendo condannato alla ghigliottina.
•Eraclito di Efeso (circa 535-475 a.C.): Filosofo greco celebre per la frase “Panta rei”, tutto scorre, che evidenzia il continuo cambiamento e trasformazione della realtà.
•Empedocle di Agrigento (circa 490-430 a.C.): Filosofo e poeta greco, sostenne che la realtà fosse composta da quattro elementi eterni (fuoco, aria, acqua, terra) che si combinano e si separano attraverso amore e odio.
•Anassagora di Clazomene (circa 500-428 a.C.): Filosofo greco che introdusse il concetto di “nous” (mente) come principio ordinatore del cosmo e spiegò il cambiamento attraverso la combinazione di particelle eterne.
•Democrito di Abdera (circa 460-370 a.C.): Fondatore del pensiero atomista, concepì la materia come composta da atomi indivisibili ed eterni, anticipando l’idea moderna di struttura della materia.
Per arricchire la narrazione e contestualizzare le figure citate, ho esplorato diverse fonti disponibili online, integrando così la mia visione con dettagli storici e filosofici.