Se c’è una cosa che non manca mai in Italia, oltre al pandoro a tavola e al tizio che lancia botti illegali, è l’autocelebrazione delle autorità locali. Ma questa volta ad Arezzo abbiamo superato ogni limite della modestia istituzionale: l’assessore Scapecchi, in un titolo che grida più forte di un razzo di Capodanno, si autoproclama “Grande Scapecchi”.
Il titolo criptico del Corriere di Arezzo promette salti e balli fino a notte fonda, ma quello che salta davvero agli occhi è questo autoelogio in piena regola. Ora, la domanda sorge spontanea: cosa avrà fatto di così straordinario il nostro eroe della politica locale? Forse il merito va all’aver evitato l’ennesimo karaoke firmato dallo Scartoni? O è stato l’aver portato il format di Mauro Valenti, un colpo di genio talmente inaspettato che Scapecchi stesso non poteva non congratularsi con… sé stesso?
Eppure, viene da chiedersi: cosa c’è di grande in un Capodanno in piazza? Le città italiane li organizzano da decenni, e l’unico parametro di successo è quante persone riescono a evitare l’overdose di prosecco e i tappi volanti. È forse la prima volta che Arezzo vede la gente ballare fino a notte fonda? O c’è qualcosa che non sappiamo, un mistero degno di una puntata di Chi l’ha Visto?.
Tra le voci di corridoio, spunta il sospetto che Scapecchi abbia evitato con astuzia il ritorno dello “Scartoni Show,” una scelta che, se confermata, potrebbe giustificare un minimo di autocompiacimento. Per anni, il karaoke dello Scartoni ha diviso la comunità: c’era chi lo adorava e chi, dopo la terza canzone stonata, fuggiva verso il primo bar aperto. Se davvero Scapecchi ha scelto Valenti per sostituirlo, allora sì, forse merita il titolo di “grande.”
Caro Scapecchi, noi dell’Ortica abbiamo apprezzato il Capodanno e che abbi finalmente scoperto Arezzowave, il prossimo potresti salire sul palco e cantare “Simply the Best” di Tina Turner. Almeno così avresti un motivo musicale per farti definire grande.
Buon anno, Grande Scapecchi! E che il 2025 sia ancora più… grande.