Bikini e mosaici: modernità nell’antichità

Il gossip di Cesare Fracassi
Tra i mosaici della Villa Romana del Casale, dove dettagli sorprendenti come il bikini e scene di caccia svelano una quotidianità avanzata per il IV secolo d.C.

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Un freddo invernale e un bikini al mare
Una mattina, come quasi sempre, mi trovavo a prendere il caffè nel cortile da Sugar. Vedendo entrare una scolaresca per osservare i mosaici di epoca romana, ci siamo ricordati dei mosaici della Villa Romana del Casale, a Piazza Armerina, in Sicilia. Raffigurazioni di pesci e delfini, simili a quelle che si possono ammirare qui, sembrano appartenere a un impianto termale privato. Poco sopra la Pieve, infatti, sorgeva l’antico acquedotto romano: partiva da Pomaio, seguiva il crinale di San Polo e San Fabiano, e portava l’acqua fino al vecchio Foro.

Essendo in un locale dedicato alla moda, il pensiero è volato al costume a due pezzi rappresentato proprio nei mosaici di Piazza Armerina. La donna raffigurata con il bikini tiene in mano una borsa, avvolta in un abito trasparente che sembra invitare a seguirla in una delle cinquanta stanze intorno al cortile della villa, ognuna con geometrie diverse e il proprio bagno. Altre scene rappresentano momenti di caccia: il cinghiale catturato diventa il trofeo di una giornata, celebrato anche dal cane al fianco del cacciatore.

La villa, risalente al IV secolo d.C., testimonia una rinascita siciliana basata sull’agricoltura e sull’evoluzione del latifondo. Scoperta completamente solo nel 1950, si sviluppa su quattro livelli. Al più basso, si trova il complesso termale, con una cupola semicircolare e un’esedra, affiancata dalla latrina. Proseguendo, si arriva al peristilio, un porticato che circonda il cortile centrale, da cui si accede alle stanze di soggiorno. Un altro porticato conduce alla grande sala e al xystus, un giardino coperto, fino agli appartamenti privati e all’aula basilicale, destinata alle riunioni.

Il bikini e il reggipetto dei mosaici siciliani evocano un’immagine di modernità sorprendente per l’epoca, proprio come i giocattoli egizi, che raffigurano piccoli aeroplanini in legno con tanto di cabina di pilotaggio… Quasi incredibile, vero?

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Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

2 COMMENTS

  1. Forse si riferisce a quelli tipo l’artefatto ligneo definito “ Aliante di Saqqara “ , che ricorda un giocattolo ma che , a detta degli Egittologi , molto probabilmente raffigura Hours in forma di rapace in volo . Certamente qualche bambino ci avrà giocato , divertendosi anche parecchio.

    • Aliante di Saqqara o uccello è ancora oggetto di discussioni e di varie teorie, io ho giocato con una fusoliera di un areoplanino di legno privo di ali di colore verde, forse appartenuto a mio cugino, molto più anziano di me, ed era aereoplano, trattore, trebbiatrice, scala, missile e manganello!!

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