Isabella e i suoi amori
Per comprendere appieno il Rinascimento, è necessario immergersi in un’epoca in cui la Chiesa deteneva un potere assoluto, il denaro rappresentava la forza e l’economia, alleandosi con la Chiesa, generava non solo guerre politiche, ma anche omicidi efferati. Se nel Medioevo le città-stato si scontravano in conflitti militari devastanti, durante il Rinascimento il dominio finanziario e il controllo ecclesiastico mutarono la natura dei conflitti, sostituendo le battaglie con intrighi letali.
Isabella de’ Medici nacque nel 1542 a Firenze, figlia di Cosimo I ed Eleonora di Toledo, una donna di straordinaria bellezza e cultura, ma afflitta da tubercolosi ossea, che la portò a morire a soli 40 anni. Eleonora, figlia del viceré di Napoli, ebbe tre figli: Francesco, Giovanni e Isabella, educati con cura in numerose discipline, tra cui la musica. Isabella, in particolare, eccelleva al clavicembalo.Continua a leggere
Nel 1558, a soli 16 anni, Isabella sposò Paolo Giordano Orsini, duca di Bracciano, in un matrimonio politico di grande rilievo, ma privo d’amore. Paolo, consapevole della fragilità della loro unione, affidò alla custodia della moglie il cugino Troilo Orsini, creando però inconsapevolmente l’opportunità per un amore proibito. Tra Isabella e Troilo nacque infatti una passione intensa, documentata in lettere colme di sentimento.
Per mascherare la sua relazione clandestina, Isabella organizzava nei suoi salotti a Firenze e a Cerreto Guidi incontri con poeti, musicisti e artisti. Nel frattempo, Paolo intratteneva una relazione con Vittoria Accoramboni. Quando venne a sapere dell’infedeltà della moglie, reale o presunta, l’orgoglio e la gelosia lo portarono a pianificare la tragedia.
Le voci scandalose dell’epoca insinuavano legami impropri tra Isabella e suo padre o suo fratello Giovanni. Tuttavia, tali accuse sono da escludere: l’affetto di Cosimo per Isabella era quello di un padre che suppliva alla perdita della moglie, mentre Giovanni, confidente di Isabella, ne condivideva dolori e segreti.
La tragedia: da Bracciano a Cerreto Guidi
Paolo Giordano Orsini, trovandosi nel Castello di Bracciano, assoldò un sicario, soprannominato Mister X, esperto in omicidi che potevano sembrare morti naturali. La missione era chiara: Isabella doveva morire per permettere a Paolo di vivere liberamente il suo amore con Vittoria senza temere vendette da parte del fratello di Isabella, Francesco de’ Medici.Continua a leggere
Il piano fu architettato con macabra precisione. Mister X avrebbe colpito il 16 luglio a Cerreto Guidi, cogliendo Isabella mentre si asciugava i capelli al sole dopo averli lavati. Avvicinandosi silenziosamente, Mister X soffocò Isabella con i suoi stessi capelli, inscenando un malore. La morte fu dichiarata come naturale.
Con la scomparsa di Isabella, Paolo tornò a Roma da Vittoria, mentre Troilo Orsini, rimasto senza protezione, fuggì a Parigi sotto l’ala di Caterina de’ Medici. Tuttavia, non sfuggì a lungo: Francesco de’ Medici, colmo di gelosia e rancore, ordinò l’assassinio di Troilo. Un sicario lo colpì a morte con un colpo di archibugio.
Così si concluse il tragico capitolo della vita di Isabella, simbolo di un’epoca in cui amore, potere e morte si intrecciavano in un dramma umano e politico senza eguali.