Il ritorno dei covidioti aretini

Foto: Felice Rogialli

Senza rispetto per niente e per nessuno, i covidioti aretini sono tornati.
In azione, dopo il coprifuoco serale, infatti questi soggetti si sono dati alla pazza gioia presso il Parco di via Emilia, e dopo i bagordi, ecco i soliti rifiuti e le cartacce abbandonate.

Imbecilli, coglioni, deficienti, questi gli aggettivi che descrivono bene questa marmaglia, che se ne sbatte delle leggi e delle regole, con i loro party clandestini.
Una fila di calci in culo, ma anche di più, sarebbe quello che si meritano, peccato non siano stati identificati.

Dulcis in fundo, la microcriminalità aretina continua a imperversare, arrivando addirittura a rubare i sellini delle bici; siamo davvero allo sbando più totale.
Intensificare i controlli, più serrati e capillari, è l’unica soluzione, se no è peggio di prima.

Ancora una volta, per farlo entrare nelle zucche vuote di molti: USCITE SOLO SE NECESSARIO !!!

 

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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