S.S. Arezzo: ecco il nuovo tecnico Alessandro Potenza e il direttore sportivo Giuseppe Di Bari

Sono stati presentati dalla Società Sportiva Arezzo, il nuovo tecnico Alessandro Potenza ed il neo direttore sportivo Giuseppe Di Bari.

A fare gli onori di casa l’Amministratore delegato Sabatino Selvaggio il quale, nel breve intervento, a ricordato come sia obiettivo principale della società quello di mettere in sicurezza i conti patrimoniali e riportare il sorriso in una piazza che negli ultimi tempi ha troppo sofferto per le varie vicissitudini sportive.

Di Bari, che in passato ha lavorato in piazze importanti, si dice lusingato di poter lavorare ad Arezzo.
“La scelta di Potenza – dice il direttore – è una mia scommessa.
Lo conosco da quando era calciatore e l’ho seguito nelle sue prime esperienze da allenatore. E’ un giovane di prospettiva in cui credo molto.
L’obiettivo, continua il direttore, è un campionato tranquillo senza però precluderci nulla.
La società è giovane, ha voglia di fare bene e le va dato un po’ di tempo per il rodare tutti i meccanismi.

In quanto ad Alessandro Potenza non si nasconde certo dietro un dito. “il mio calcio ha bisogno di giocatori che diano il 100% ed anche di più. Atleti che abbiano “fame” come l’ho io.
Ho studiato Arezzo ed il suo passato calcistico soffermandomi soprattutto sugli ultimi 20 anni.
Ho visto i giocatori che ci sono passati e gli allenatori che si sono alternati e sono consapevole delle aspettative della tifoseria”.

Da domani Potenza prenderà le redini della squadra coadiuvato dal suo staff.
Si potranno quindi cominciare a valutare le caratteristiche tecniche di ogni singolo giocatore della rosa per poi procedere con conferme, cessioni e nuovi acquisti al fine di poter migliorare la rosa e renderla idonea all’idea di calcio del nuovo tecnico.
A specifica domanda circa la posizione di Di Donato il direttore sportivo ha confermato che l’ex allenatore amaranto non è mai stato nel novero dei papabili alla guida dell’Arezzo in quanto, seppur stimato dallo stesso Di Bari, preferisce lavorare con tecnici che conosce e di cui condivide l’idea di calcio.

Marco Rosati
Prediligo chi pone e si fa domande ed ho terrore di chi ha solo certezze. Non riesco a saziare la mia curiosità. Mi ritengo un “giovane con esperienza” ma, quando ero adolescente, consideravo coloro che oggi sarebbero miei coetanei “vecchi matusalemme”. Ho fatto studi tecnici ma sono appassionato di storia e delle materie umanistiche in genere. Insomma sono un po’ (eufemismo?) complesso.

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