Arezzo, tutte le notizie di oggi: 23 Marzo

Si filma con lo smartphone mentre punta arma carica verso la strada, rintracciato e denunciato dalla Polizia (link al video)

Nel tardo pomeriggio di ieri, domenica 22 marzo, in alcune chat è stato diffuso un video in cui si poteva notare una persona che, autoriprendendosi con il telefonino dal balcone di casa, iniziava a brandire una pistola, verosimilmente autentica e munita di caricatore, esibendola e puntandola più volte in maniera continuata sulla strada, con chiaro intento intimidatorio e minatorio, pronunciando frasi del tenore: “adesso per strada non c’è più nessuno, la gente finalmente ha capito che per la Chiassa non ci deve più passare”.
Da quello che si nota  dalle immagini ritratte dal video, in strada in quel momento stava passeggiando un uomo insieme ad una bambina, ignari di quello che stava accadendo sul balcone dell’abitazione da cui l’autore del video brandeggia l’arma.
Del video veniva a conoscenza il personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Arezzo, che prontamente seguitava ad analizzarlo confrontando banche dati e aiutandosi con applicativi di mappatura del territorio al fine di individuare il soggetto autore del video.
Dopo pochissimi minuti viene individuato il punto preciso ripreso nel video, riconosciuto per la S.S. della Libbia (quindi una strada a grande scorrimento), nonché identificato il soggetto per M.M., aretino di anni 51.
Le pattuglie della Squadra Volanti si recano immediatamente sul posto, trovano l’uomo in possesso di una dozzina di fucili e due pistole, tra cui quella utilizzata per realizzare il video incriminato, nel frattempo diventato virale nei “gruppi Whatsapp” degli abitanti del posto.
L’uomo, pentito del gesto, era in possesso dello smartphone con cui aveva registrato la allarmante sequenza, poi da lui divulgata via social presso amici e conoscenti.
Le armi sono state ritirate e l’uomo denunciato alla Procura della Repubblica da parte dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Arezzo.
Il bilancio odierno del Sindaco Alessandro Ghinelli

Nel corso della quotidiana diretta Facebook il sindaco Alessandro Ghinelli traccia un bilancio della giornata odierna: la P.M. supportata dal drone, ha effettuato oggi 72 controlli, in tre sono stati denunciati perchè in giro senza un lecito motivo, inoltre è stata chiusa un attività di lavanderia. In collegamento anche Massimo Guasconi presidente CCIAA, che nel suo intervento dice di prendere tutte le misure che possano aiutare le aziende a superare questo momento, non solo per la sopravvivenza ma anche per poter ripartire. Possono rimanere attive tutte le filiere per la produzione di beni che possano essere utili alla sanità anche se non previste nel decreto ministeriale.
Il report della Usl alla mezzanotte segnala 56 casi in tutta la provincia

Fra i nuovi casi, 5 sono i ricoverati in malattie infettive e uno in terapia intensiva.
Trentasei i casi in Valdarno
Diciotto i casi in Valtiberina.
Due i casi ad Arezzo.
Il totale dei contagiati passa da 132 a 188.
Antonio D’Urso: casi positivi in crescita, da domani anche ad Arezzo il drive-thru Coronavirus

Il direttore generale Antonio D’Urso ha fatto il punto della situazione nella diretta facebook delle ore 16,00, “nella Asl Toscana Sud Est sono oltre 461 i positivi, di cui 360 seguiti a domicilio.
I ricoverati sono circa un centinaio, dei quali il 20% in terapia intensiva.
Oltre ai 461 positivi, le persone messe in quarantena per possibile contatto sono 2.860.
Gli ospedali preposti per il trattamento del virus, nella Sud Est, sono quello di Arezzo e di Grosseto, gli altri ospedali, anche se contratta e ridotta, proseguono con la normale attività.
Da domani i pazienti che manifestano sintomi e che verranno indicati dal proprio medico potranno recarsi dal proprio domicilio con la propria auto in un luogo preposto (n.d.s. probabilmente piazzale dello stadio comunale) dove senza scendere dalla propria vettura potranno effettuare la diagnosi con il tampone”.
64enne muore da Covid-19 era ricoverata a Prato

La donna maestra della scuola primaria di Montevarchi era ricoverata in terapia intensiva a Prato, anche per alcune patologie preesistenti al Coronavirus, questo il post del sindaco di Cavriglia Leonardo Degl’Innocenti O Sanni su facebook:
ADDIO PATRIZIA, LA TUA MORTE NON SIA VANA IN QUESTA GUERRA CONTRO IL VIRUS E CONTRO L’IGNORANZA
Non ce l’ha fatta Patrizia Bernacchioni, 64 anni. Il Covid 19 se l’è portata via in una manciata di giorni, lontano dai suoi cari, in una sala di rianimazione dell’ospedale di Prato.
È la prima vittima, e ci auguriamo l’ultima, in Valdarno, mietuta da questa nuova bestia. Da questo nuovo nemico invisibile.
Abitava al Porcellino Patrizia, con suo marito Graziano Gioli. Una coppia bella, solare, amata da tutta la Comunità di San Giovanni e del Valdarno intero.
Lascia suo marito Graziano, lascia due figli grandi, Gianluca e Chiara e poi lascia i nipoti, gli amici, una grande famiglia. Troppo, troppo, troppo presto e troppo male. Malissimo.
Come nessuno si sarebbe potuto aspettare prima di 20 giorni fa.
Stiamo vivendo un dramma. Stiamo combattendo una guerra atroce. Siamo tutti in trincea contro il virus corona in primis, ma anche contro il virus dell’ignoranza, un altro morbo terribile che rischia di fare da trampolino di lancio al primo.
Perché chi a causa della propria ignoranza trasgredisce le misure di contenimento del contagio e assume comportamenti scellerati, rischia di contagiare non solo se stesso ed i suoi cari, ma anche tutti gli altri.
Ma non basta. Perché in un momento drammatico come questo è terribile e agghiacciante sentire persone che si lamentano su dove poter fare la spesa e sul prezzo dei prodotti in questo o quel negozio.
Questa è una guerra dove ci sono migliaia di persone che stanno morendo. Occorre rispetto. Tanto rispetto. Solo rispetto e tanto, tanto, tanto silenzio.
Per chi se ne va e per i loro cari.
Addio Patrizia, che la tua scomparsa non sia vana. Che la gente capisca che il valore più alto e più grande di tutti, è solo e soltanto quello della tutela della vita.

Meteo: codice giallo, martedì 24, per neve a bassa quota, rischio ghiaccio e ancora vento

Un’area di alta pressione centrata sull’Europa nord-orientale sta richiamando masse d’aria fredda verso la Toscana.
Il fenomeno renderà possibile, tra questa notte e le prime ore del mattino di domani, martedì 24, possibili gelate nelle vallate riparate dal vento, in particolare Casentino, Valdarno superiore, Valdichiana, Valtiberina.
L’allerta gialla è stata emessa dalla Sala operativa della Protezione civile regionale a titolo prudenziale in relazione alla situazione di emergenza in atto.
Sempre nella giornata di domani, martedì, codice giallo dalle 18 alla mezzanotte, per la possibilità di deboli nevicate a quote collinari sull’Alto Mugello e sull’Appennino aretino (Valtiberina e Romagna toscana).
Riprenderà inoltre a soffiare con forza, anche domani, il vento di grecale: il codice giallo, per tutta la Toscana, sarà in vigore dalle 10 alle 20.
Dettagli e consigli sui comportamenti da adottare si trovano all’interno della sezione “Allerta meteo” del sito della Regione Toscana, all’indirizzo www.regione.toscana.it/allertameteo.
Vende mascherine artigianali nei pressi di una farmacia, denunciata

Nel pomeriggio di sabato scorso i carabinieri della Stazione di Laterina, nel corso di un servizio di controllo del territorio per la prevenzione e la repressione dei reati e mirato specificamente al controllo delle disposizioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza relativa al Coronavirus Covid-19, hanno denunciato in stato di libertà una sessantenne del posto,sorpresa e controllata mentre, nei pressi di una farmacia nel centro abitato di Laterina Pergine Valdarno, vendeva senza alcuna autorizzazione mascherine di stoffa prodotte artigianalmente.
I militari hanno quindi provveduto a sequestrare le mascherine, circa un centinaio, ed hanno denunciato la donna per i reati di esercizio abusivo di una professione ed anche, ovviamente, per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità in relazione alle disposizioni in materia di contenimento dell’emergenza pandemica in atto.
Coronavirus, Rsa di Bucine 30 casi positivi, 22 degenti e 8 operatori

Nicola Benini sindaco di Bucine:
Sabato 21 marzo abbiamo ricevuto comunicazione dell’esito positivo dell’unico tampone effettuato fino ad allora nella R.s.a di Bucine. Si trattava di un degente del reparto cognitivo-comportamentale (piano 0).
Nella serata stessa del sabato sono stati effettuati 39 tamponi fra degenti e operatori del reparto.
Stamani abbiamo avuto la comunicazione ufficiale dell’esito e purtroppo si tratta di complessivi 30 casi positivi, 22 degenti e 8 operatori. Gli operatori ed i familiari dei degenti sono già stati avvisati.
Già da sabato sera ho avuto contatti con la dirigenza Asl, il Prefetto e la Protezione civile ed ho chiesto che venissero messe in atto tutte le misure necessarie per tutelare sia i degenti che il personale dell’intera struttura, che è articolata su 3 piani per complessivi 83 ospiti, ed evitare che il contagio si estendesse agli altri 2 piani.
Ho chiesto alla Cooperativa Giovani Valdarno, che gestisce la struttura, di attivare immediatamente tutte le misure necessarie per contenere il contagio. Già ieri pomeriggio ho avuto assicurazione dalla Asl che verrà effettuato il tampone a tutti gli altri degenti e a tutto il personale che opera nella struttura.
Per i dettagli sugli aspetti tecnici e sanitari circa le misure messe in atto seguirà una nota della Cooperativa Giovani Valdarno che gestisce la struttura.
Purtroppo questa pandemia sta stravolgendo la vita quotidiana della comunità e della R.s.a Fabbri Bicoli che è parte importante della storia di questo comune ed è risorsa essenziale per tutto il Valdarno.
Un grazie infinito a tutti gli operatori che, pur in condizioni difficilissime, continuano ad assistere con dedizione e professionalità i nostri anziani.
Covid-19, 86enne risultata positiva a Sansepolcro

Il sindaco di Sansepolcro Mauro Cornioli rende noto: “Nelle ultime ore è stato notificato ufficialmente un nuovo caso di Coronavirus a Sansepolcro.
Si tratta di una donna di 86 anni. Anche a lei auguriamo una pronta guarigione.
Questa notizia ci deve spingere a rafforzare ulteriormente i nostri comportamenti e a rispettare le regole igieniche previste dal decreto ministeriale”.
Video Chiamiamoci”, la Casa Pia mette in contatto ospiti e familiari

Il progetto rappresenta una contromisura alla chiusura degli ingressi allo storico istituto cittadino
Quotidianamente verranno proposte videochiamate tra i residenti della casa di riposo e i loro parenti
La Casa di Riposo “Fossombroni” ha attivato il progetto “Video Chiamiamoci” per mantenere costante il contatto tra gli ospiti e i loro parenti.
La necessità di prevenire la diffusione del Coronavirus ha indotto la storica struttura cittadina ad attuare una drastica restrizione agli ingressi dei visitatori che dal 25 febbraio sono stati consentiti esclusivamente per motivi urgenti e che dal 5 marzo, in relazione all’evolversi della situazione epidemiologica e all’incremento dei casi, sono stati totalmente chiusi.
I residenti, dunque, si sono trovati nella condizione di non poter ricevere le quotidiane visite a cui erano abituati.
La Casa Pia si è così dotata di alcuni smartphone e, fino al termine dell’emergenza, ogni mattina e ogni pomeriggio sarà previsto del tempo dedicato specificatamente all’incontro virtuale con i parenti.
Giorno dopo giorno è stato pianificato un programma di videochiamate che sta permettendo ad ogni ospite di vivere l’emozione di vedere e di parlare con i familiari in una modalità totalmente inedita: per molti di loro, infatti, si è trattato della prima esperienza con questa tecnologia.
Sport e giovani: sospeso il bando per i contributi

Era stato pubblicato a inizio marzo ma adesso l’amministrazione comunale ha deciso di sospendere l’avviso per la concessione di contributi, per la realizzazione di attività sportive e giovanili, a favore di associazioni con sede legale nel Comune di Arezzo, registrate negli albi regionale e provinciale o iscritte al Coni.
Il calendario previsto, con una scadenza per la presentazione delle domande oramai ravvicinata e una prima tranche di progetti da realizzare a partire da maggio, è diventato inadeguato rispetto all’attuale situazione. L’Ufficio sport e politiche giovanili assumerà nuove determinazioni una volta superata l’emergenza.

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