A noi l’Europa ci fa una pippa!

Europa
Europa

Procedura d’infrazione?
E noi s’aumenta ‘l debito!
Pochi discorsi, s’ha bisogno de soldi… Con che se pagheno le pensioni anticipate?
E il reddito de cittadinanza?

Con che s’abasson le tasse?
Noi ce se vol comportare come se ‘n s’avesse buchi, chiaro?
Se vol fare come la Banca del’Etruria quando era nei su’ cenci.
Guadrini a chi li chiede e vota pe’l Governo!

Come dite?
Smetton de compracce ‘l debito?

La triade?
C’importa ‘na sega dela Triade, a noi, ‘n siamo mica la Grecia…

A noi ce piace barullare giù pe’l burrone!

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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