Carri armati parcheggiati come fossero utilitarie, l’elicottero lì pronto e lui co’ la valigetta in mano: insomma, il quadretto s’è capito. Nella vignetta di Paolo Lombardi, la frase è di quelle che te fanno mezzo sorriso e mezzo pensà: “Finché c’è guerra c’è speranza”. Eh, speranza sì… ma pe’ chi sta dalla parte giusta della scrivania.

Macrì a Leonardo, la vignetta di Paolo Lombardi: “Finché c’è guerra c’è… business”
La satira di Paolo Lombardi sulla nomina alla guida del gruppo
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Macrì a Leonardo, la vignetta di Paolo Lombardi: “Finché c’è guerra c’è… business”
La satira di Paolo Lombardi sulla nomina alla guida del gruppo
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Di piangere per l’Italia non è proprio il caso, le lacrime son finite, si possono fare solo grasse risate, perché Macrì ormai è roba da pièce pirandelliana.
Il sindaco appena entrato in carica per levasselo dalle palle gli offre la poltrona dorata della presidenza ESTRA. Mi ricordo i fratelli d’Italia ridicolmente a sgolarsi per dimostrare che la nomina era invece motivata dalle capacità manageriali( ma de che, di albergatore? di gestione di qualche micro srl?).
Poi FDI fa il botto elettorale e allora, siccome sono per la Patria, quella loro personale di partito s’intende, lo mettono come fedele meloniano nel cda di Leonardo, e siccome è un grande manager (di sé stesso) si tiene anche la presidenza ESTRA.
Ora, fatta la festa a Cingolani (si dice perché non del tutto incline ai diktat dei patrioti), viene cambiato l’amministratore delegato e il cda. Non è che Macrì abbia ruoli realmente manageriali, né in ESTRA e men che meno in Leonardo, ci sono gli AD a gestire, anche se i patrioti locali si sbracciano ancora una volta a celebrare il loro capo come grande manager.
Quand’era assessore attaccò fili pieni di artistici gabbiani nelle vie del centro cittadino, e questo fa indubbiamente curriculum in un’azienda che, sembra, dovrà costruire il successore dell’Eurofighter con inglesi e giapponesi.
Macrì ha pescato un giorno il “gratta e vinci” giusto, accumula presidenze e sta lì a fare il garante degli interessi del partito, a suon di centinaia di migliaia di €.
Non è certo una novità nella gestione politica italiana della cosa pubblica. Però questa volta noi aretini abbiamo l’occasione di verificarla dal vivo, di conoscere bene la caratura del personaggio.
Leonardo è il baluardo (fa anche rima) dell’industria della difesa italiana e FDI celebra l’occupazione militare di partito di tutti i gangli del potere, come si è visto, per citare i casi più eclatanti, per la “cultura” e la RAI.
Ci immaginiamo i brindisi locali nella tradizione dell’ “a noi!”. Per quel che ci riguarda non ci resta che fissare il bicchiere pensando “Porannoi!”.