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Fiumi “in ordine”, parte il piano da 13 milioni: agricoltori in campo come custodi dell’acqua

Maxi intervento del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno tra sicurezza idraulica e lavoro agricolo

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Fiumi “in ordine”, parte il piano da 13 milioni: agricoltori in campo come custodi dell’acqua

Maxi intervento del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno tra sicurezza idraulica e lavoro agricolo

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli 

📄 FONTE comunicato stampa Consorzio di Bonifica Alto Valdarno

AREZZO – Altro che teoria: qui si va di forbici, ruspe e stivali nel fango. Il 2026 si apre con un maxi piano da oltre 13 milioni di euro firmato dal Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, e a scendere in campo – letteralmente – saranno ancora una volta loro: gli agricoltori-custodi dei corsi d’acqua.

Niente improvvisazione: tutti “in aula” per l’aggiornamento operativo gli operatori iscritti all’albo, pronti a prendersi cura del reticolo idrografico come partner fidati dell’ente. Gente del mestiere, con mezzi, esperienza e conoscenza del territorio, chiamata a fare la differenza nella manutenzione ordinaria.

I numeri parlano chiaro: più di 1.100 chilometri di aste fluviali da sfalciare, 33 chilometri di sezioni idrauliche da riprofilare e 28 opere da tenere sotto controllo. Tradotto: una macchina organizzativa imponente, con decine di cantieri pronti a partire e un calendario serrato da rispettare entro fine anno.

Il piano – condiviso con i sindaci e approvato dalla Regione Toscana – punta tutto su efficienza e tempestività. E qui entrano in gioco proprio gli agricoltori, sempre più protagonisti di un modello che unisce lavoro agricolo e tutela del territorio.

“È un momento fondamentale per organizzare al meglio gli interventi – spiega la presidente Serena Stefani –. Coinvolgere direttamente gli agricoltori significa valorizzare competenze locali e garantire interventi puntuali per la sicurezza idraulica”.

Sulla stessa linea il direttore generale Tulio Marcelli, che sottolinea come questa collaborazione sia ormai una realtà consolidata: “Un modello che funziona, cresce e porta risultati concreti. Le imprese si sono strutturate e oggi rappresentano una risorsa strategica, sia per il reddito agricolo sia per la salvaguardia del territorio”.

Occhio però ai tempi: per rispettare la normativa sulla tutela della fauna nidificante, la maggior parte dei lavori partirà dal 1° luglio, concentrandosi nei mesi estivi e autunnali.

Insomma, tra ruspe e decespugliatori, il 2026 sarà un anno di lavoro intenso lungo fiumi e fossi. E a vigilare su argini e corsi d’acqua, ancora una volta, ci saranno loro: gli agricoltori, sentinelle silenziose del territorio.

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