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venerdì, Febbraio 13, 2026
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Arezzo: imprenditori con le rughe, aziende col pannolone

Lo dicono chiaro Unioncamere-Infocamere: padroni sempre più stagionati e ‘l cambio ‘un s’è visto manco col binocolo

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IL BUSINESS VA A GASOLIO (E NON È DETTO CHE PARTA)

Arezzo – In Toscana l’impresa tira avanti, ma col bastone. Altro che startup, unicorni e innovazione: qui si va di dentiera, calendario 1978 e “un s’è mai fatto così”. Secondo un’indagine (serissima, purtroppo) pare che quasi il 40% degli imprenditori aretini abbia passato i 60, con punte che fanno tremare il defibrillatore e la Camera di Commercio insieme.

In pratica, se entri in certe aziende e chiedi “chi è il titolare?”, ti rispondono:
“Aspetta un attimo che finisce la pastiglia della pressione”.

La Toscana resta terra di lavoro, sudore e bestemmie ben pronunciate, ma il problema è che a comandare sono sempre gli stessi… dal 1974. Gente che ha visto nascere il fax, sopravvivere al fax e ora guarda l’intelligenza artificiale come fosse Satana col modem.

Ad Arezzo, tanto per non farsi mancare nulla, il 39,7% dei capi d’azienda è over 60. Siena fa peggio, Firenze pure, Livorno non scherza. Insomma, più che distretti produttivi sembrano circoli ricreativi, con pausa caffè lunga quanto la carriera di Baglioni.

Il problema non è l’età, sia chiaro.
Il problema è che nessuno c’ha il cambio.

I figli?
– “Babbo io vado a fare yoga a Berlino.”
– “Babbo io apro un podcast.”
– “Babbo io lavoro nel digitale (ma non si sa bene come).”

E il babbo resta lì, ottantenne, a firmare bonifici, litigare coi fornitori e dire che “senza di me ‘un va avanti nulla”. Spoiler: ha ragione. Ma non è una buona notizia.

Secondo i numeri, c’è pure un 3% di imprenditori sopra gli 80 anni che gestisce ancora tutto. Gente che quando sente “passaggio generazionale” pensa sia un autobus dell’ATAM.

Il rischio? Aziende sane, solide, che chiudono perché nessuno sa a chi lasciarle. Un patrimonio di competenze che evapora più veloce di un mutuo a tasso variabile. E mentre il mondo corre, qui si discute se il computer vada spento la sera “sennò si consuma”.

Gli esperti parlano di opportunità, rilancio, governance, M&A.
L’Ortica traduce:
“O vi decidete a mollare il timone, o affondate tutti insieme, col timbro in mano.”

Perché va bene l’esperienza, va bene la tradizione, va bene anche dire “ai miei tempi”…
ma se i tempi sono ancora quelli, il problema non è il mercato:
è l’orologio.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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