PAGHI CON L’APP O TI BUTTANO IN BLACK LIST (CHE FA MOLTO Gomorra)
Succede al Baldaccio, il parcheggio più moderno d’Arezzo: moderno nel senso che o c’hai lo smartphone o te lo ficcano metaforicamente… nel portachiavi.
Il consigliere Michele Menchetti fa la denuncia ufficiale, con toni civili e istituzionali. Noi no.
Noi la versione ufficiosa: un casino che manco al luna park quando s’impalla la giostra.
Il rinnovo dell’abbonamento? Ora serve l’app. E la fede.
Per rinnovare l’abbonamento al Baldaccio, oggi devi:
- Avere uno smartphone.
- Avere una carta di credito.
- Sapere cos’è un’app.
- Essere disposto a obbedirle.
Se osi chiedere “ma un si può pagà alla cassa?” ti guardano come se avessi chiesto di salire sul cavallo di Petrarca in senso improprio.
ATAM, l’app e il rimpallo: sembra il gioco delle tre carte, ma con meno soddisfazione
Se provi a evitare l’app, comincia il pellegrinaggio:
ATAM ti dice “noi non possiamo più fare il rinnovo, vai all’Ufficio turistico”.
L’Ufficio turistico ti dice “torna quando siamo aperti, cioè mai quando tu non lavori”.
Nel frattempo, tu mediti se prendere ferie per rinnovare un abbonamento al parcheggio.
Risultato: fai più passi te per rinnovre un parcheggio che uno scout per pigliare il distintivo dell’orientamento.
Pare che uno ce l’abbia fatta, ma solo dopo aver citato la Convenzione di Ginevra sul diritto all’autodeterminazione tecnologica.
La soluzione “provvisoria”: riconoscimento targa (quando gli pare)
Alla fine propongono la “soluzione arrangiata”: ti leggono la targa.
“Tranquillo, ti leggiamo la targa e vai.”
Già. Finché funziona.
Dopo una certa ora, però, la targa diventa invisibile come gli autobus dopo mezzanotte:
– non ti fa uscire,
– non ti fa pagare,
– e ti spiattella in BLACK LIST
Black list. Per un parcheggio.
A questo punto manca solo che ti bussino allo sportello:
«Oh, Boss… qui abbiamo uno che ha provato a uscì dopo le nove senza app… come la mettiamo?»
«Lei ha abusato dell’orario consentito. Ora spenga il motore e salga sulla macchina nera…»
L’umiliazione finale: supplicare dalla colonnina
Quando finisci nella lista nera, l’unica via è:
premere il tasto “Aiuto” alla cassa automatica.
Che già il nome promette bene.
L’impiegato di ATAM risponde con la stessa gioia di uno svegliato dalla pennica e tu, davanti a venti persone in fila, devi dire:
«Per favore… mi levate dalla black list?»
Un momento di tale dignità che neanche al VAR quando ti annullano il gol dopo 4 minuti di esultanza.
La morale
Ad Arezzo:
– puoi essere cittadino,
– puoi essere lavoratore,
– puoi persino pagare in anticipo.
Ma se un c’hai lo smartphone, tu ‘un sei abilitato a parcheggiare.
Perché se osi vivere analogico, il parcheggio ti punisce come se stessi sabotando la Silicon Valley.
Il consigliere Menchetti parla di “principio inaccettabile”.
Noi più semplicemente diciamo:
Arezzo: la città dove l’auto entra, il cittadino no.
In pratica, il Baldaccio oggi è come i locali chic:
entra solo chi ha l’app. E che Dio lo benedica se crasha.


