Menchetti s’incazza: “Altro che pietra tombale… ce se rimette solo noi!”
La caserma dei vigili che doveva sorgere in via Fabio Filzi è diventata più misteriosa del mostro di Loch Ness: tutti ne parlano, ma nessuno l’ha mai vista.
Ora il consigliere comunale Michele Menchetti, probabilmente stufo di guardare il cantiere fermo come la fila alle Poste il primo del mese, s’è rimesso a sbraitare:
“Un se fa nessun accordo transattivo! Al massimo transiamo a casa, ma senza dare soldi!”
Link: Nota di Menchetti
La situazione è semplice semplice… sì, come fare il cubo di Rubik bendati:
Il privato proprietario dell’immobile – che collegialmente potremmo definire “bellino deciso” – ha portato i’ Comune in tribunale chiedendo 2 milioni e 600.000 euro.
Insomma, pare che il cantiere sia fermo, ma la fattura no.
Menchetti, che s’era già messo di traverso ai tempi dei dinosauri, l’ha detto chiaro anche ai banchieri in giacca e cravatta:
“Ve l’avevo detto: progetto irrealizzabile e fallimentare!
Ora ce n’avete la prova: un buco in centro città più grosso della buca delle lettere di Babbo Natale!”
Basta guardare il cantiere: fermo da anni, ce fanno el presepe stabile e ‘n s’è mai mosso manco ‘l bue!”
Nel tempo, si sono attivati tutti:
– i vigili, che han fatto una petizione,
– le opposizioni, che han fatto un esposto,
– i residenti, che han fatto incazz… ehm, manifestazioni,
– e l’unica che lavora lì è l’erbaccia, a tempo indeterminato.
Adesso, a pochi mesi dalla fine del mandato, arriva una nuova idea geniale:
“Facciamo un accordo condiviso con la banca!”
Condiviso come la password del Wi-Fi quando hai parenti in casa la vorrebbero tutti, ma’n se fa!
Bonario… sì, come il gatto che s’addormenta abbracciato alla gallina.
Menchetti rilancia più rosso d’un peperone:
“Accordo bonario? Ma bonario cosa?!
Ci guadagnano solo loro!
Chi ha toppato deve risponde, mica si mette una pietra sopra…
“Non firmo manco se m’offrono la Nutella a vita!
La pietra sopra? No no… qui si rischia la resurrezione del progetto come Gesù, ma coi mattoni storti!”
La caserma non c’è, i soldi nemmeno, la pazienza è finita e Arezzo continua a guardare il cantiere… come se da un momento all’altro dovesse uscire un kebabbaro o un tirannosauro.
Prossima puntata:
S’indaga se nel buco di via Fabio Filzi ci possa star meglio un orto, un luna park o direttamente l’ingresso dell’inferno.
Nell’immagine banconota gigante che insegue il Comune, raffigurato come il sindaco in fuga con le carte in mano, mentre la banca tenta di “abbracciarlo bonariamente”



Le vie di uscita ci sono, basta volerle intraprendere.
Ne propongo una che ovviamente per me è la piu logica ma potrebbero essercene altre.
Il comune rescinda il contratto con la ditta e ne chieda i danni.
Il comune acquisisca la proprietà del bene (allo stato di fatto non dovrebbe valere molto) comunque sia sarebbe un spesa che porterebbe ad un futuro guadagno.
Il comune cambi di destinazione l’area dedicandola a residenziale privata.
Il comune rediga o faccia redigere un nuovo progetto per realizzazione di appartamenti di media piccola pezzatura e garage (da una stima occhiometrica potrebbero entrarci una trentina di appartamenti)
suddivisi un due palazzine da 3 max 4 piani (come sono le altre palazzine della zona)
Il comune potrebbe o appaltare tutte le opere e successivamente vendere oppure mettere in vendita il progetto e man mano che gli appartamenti vengono venduti realizzare l’opera (come fanno le imprese per i condomini),
Il comune, se avanza un ricavato (sempre ad occhiometro dovrebbe esserci) puo usarlo (anche solo in parte) per la caserma della PM da realizzare in via Tagliamento (area già di proprietà, spazio in abbondanza sia per i mezzi di servizio che per il pubblico zona comunque strategica simile a quella che avevano in mente per via F Filzi)
Se non avanzano utili comunque il Comune, avrebbe risolto una situazione che al momento mi sembra un pantano pieno di escrementi (per parlare forbito) e STC!!!