Arezzo, rissa in via Vittorio Veneto: il quartiere chiede semafori col casco
Sabato pomeriggio, mentre il resto d’Italia faceva l’aperitivo, via Vittorio Veneto ha ospitato una rissa con calci, spranghe e monopattini. Il tutto davanti a passanti attoniti: qualcuno filmava, altri già facevano la ola.
Attenzione: le immagini seguenti potrebbero risultare forti o disturbanti per alcune persone
Sabato pomeriggio, via Vittorio Veneto si è trasformata ancora una volta in una palestra di lotta libera senza arbitro. Protagonista: un uomo scalzo e agitato che, nell’arco di dieci minuti, ha annaffiato una fioriera, tentato di prendere un autobus e provato a comunicare con gli abitanti urlando direttamente al cemento armato.
Insomma, la solita giornata di ordinaria viabilità.
Poi la svolta: arriva un giovane in monopattino, che sembrava chiamato a sedare gli animi invece era l’arbitro con funzione di cartellino rosso diretto che ha inaugurato l’incontro con il classico “primo calcio omaggio”. A ruota, entrano in scena altri due: rissa a squadre, tavolino pronto a diventare arma impropria, e persino una spranga che ha reso il tutto più “professionale”.
Da lì in poi, tre contro uno, spranghe comprese. È stato come guardare “Squid Game”, ma con budget da sagra.
Passanti increduli: chi filma, chi scappa, chi ordina i popcorn. I negozianti, ormai esperti, hanno smesso di chiamare i carabinieri e pensano di affittare le vetrine come posti a sedere “bordo ring”.
Alla fine, sirene in lontananza, fuggi-fuggi generale e l’uomo che aveva iniziato tutto se ne torna scalzo sul marciapiede, probabilmente a chiedersi perché l’abbonamento all’autobus non comprenda anche l’assicurazione infortuni.
Nel frattempo, gli abitanti del quartiere continuano a convivere con la solita paura: uscire di casa per andare a fare la spesa e ritrovarsi in un remake di Fight Club. Ma con meno regole.
I residenti chiedono più controlli. O almeno la diretta su DAZN.


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