Il gesto simbolico di gettare nel cestino confezioni di parafarmaci israeliani si è trasformato in un caso nazionale. Dopo la diffusione virale del video che ritrae la dottoressa di famiglia Rita Segantini e l’infermiera Giulia Checcacci mentre compiono l’atto di protesta, sono scattati i controlli dei Carabinieri del NAS nella Casa della Salute di Stia, presidio della Asl Toscana Sud Est.
Giovedì mattina otto militari hanno passato al setaccio gli spazi sanitari, verificando modalità di conservazione dei medicinali, date di scadenza, gestione dei campioni gratuiti e persino i cestini dei rifiuti. Un’ispezione accurata, nata proprio dal clamore suscitato dalle immagini girate dalle due professioniste.
Il video, che intendeva aderire al boicottaggio lanciato da un gruppo di sanitari toscani contro il genocidio a Gaza, ha però immediatamente sollevato un’ondata di polemiche. Da un lato chi difende la scelta come gesto politico e di coscienza, dall’altro chi l’ha bollata come azione inopportuna, compiuta all’interno di una struttura pubblica e con prodotti sanitari.
Il caso ha acceso il dibattito sui confini tra libertà di espressione e doveri professionali in ambito medico. Intanto, i NAS dovranno stabilire se all’interno della Casa della Comunità siano state rispettate tutte le regole sulla gestione dei farmaci e sulla sicurezza sanitaria.
