Clamoroso all’ultimo cartellone: la Giostra del Saracino taroccata pe’ 4 millimetri. Scandalo mondiale, si muove la NATO.
AREZZO — Dalla redazione de L’Ortica ci sentiamo in dovere di interrompere il vostro regolare programma estivo di foto di gatti, polemiche sul caldo e tornei clandestini di briscola per portarvi una notizia di importanza planetaria: la Giostra del Saracino è falsata. Da anni. E per colpa di 4 millimetri.
Avete capito bene. Quattro millimetri. Nemmeno il dislivello di una mattonella in via Guido Monaco. Eppure, secondo quanto scrive La Nazione di Arezzo (che si occupa solo di quello che interessa a tutto il mondo, tipo le offerte del Conad), questi maledetti 4 millimetri avrebbero compromesso intere edizioni della Giostra. Una tragedia sportiva a livello di Calciopoli, il VAR, e il rigore di Baggio a Pasadena. Però con i cavalli.
LA TRUFFA DEL SECOLO: IL “QUATTRO VERTICALE” È PIÙ STRETTO!
Dunque, il settore del 4 verticale sul cartellone del Buratto — per i foresti: il tabellone dove i giostratori devono centrare il bersaglio senza finire dentro le Logge di piazza Vasari — sarebbe più stretto di quanto dice il regolamento. 4,3 centimetri invece di 4,7. E nessuno se n’era accorto. Giuria? Quartieri? Comune? Macché, troppo impegnati a litigare sui colori delle bandiere e a spostare i tombini.
Praticamente, è come se il rigore di una finale mondiale si tirasse con una porta larga 1,70. Ma qui va bene tutto, basta che l’inno del quartiere parta al momento giusto e la gente possa fare “bravo!” con la voce roca.
LE INDAGINI: SOSPETTI SU GHINELLI, SUO CUGINO E UNA COPISTERIA DI RIGUTINO
Pare che il cartellone incriminato sia in uso da “non si sa quando” (che in politica aretina è un periodo che coincide sempre con “la colpa è di quello di prima”). C’è chi sussurra che sia roba risalente alla giunta Fanfani, chi parla di oscure forniture cinesi tramite la cooperativa “Buratti & Burattini”, chi ipotizza che sia stato stampato da un parente del vicesindaco con una stampante A4 in bianco e nero.
Insomma, c’è un errore, ma la colpa è di tutti e di nessuno. Un classico. Tipo la fontana di piazza Sant’Agostino che perde più di un difensore dell’Arezzo al 90’.
LA SOLUZIONE: “SI FA L’ANNO PROSSIMO” (MA NON DITELO TROPPO FORTE)
La Giostra di settembre? Si correrà con i cartelloni sbagliati, ovviamente. Rifare i cartelloni sarebbe troppo semplice, economico e logico. Tre cose che nella macchina burocratica aretina non possono coesistere. “Si farà l’anno prossimo”, assicurano dalle segrete stanze di Palazzo Cavallo, proprio accanto a dove giacciono i progetti per la stazione MedioEtruria, la piscina olimpionica e il sottopassaggio di via Fiorentina.
L’ULTIMA: LE FOTOCELLULE (CHE MISURANO A OCCHIO)
E non finisce qui: qualcuno ha avuto l’ardire di insinuare che pure le fotocellule per misurare la velocità dei giostratori siano messe a occhio, tipo “qui va bene, sì dai, mettile lì”. Voci maligne dicono che il software di rilevamento sia ancora in versione DOS, con le carriere che vengono calcolate tramite un Commodore 64.
IL MEDIOEVO È UNA COSA SERIA (I CARTELLONI UN PO’ MENO)
In tutto questo, la vera domanda è: ma se nessuno se n’era accorto in trent’anni, siamo proprio sicuri che siano solo i cartelloni ad essere sbagliati?
Noi de L’Ortica siamo preoccupati per la prossima notizia in prima pagina: pare che pure il bastone del Buratto sia storto di 7 gradi, “ma tanto basta a non farlo sapere troppo in giro”.
La Giostra è una cosa seria. Ci mancherebbe. Come il Palio di Siena. Solo che lì, se sbagli, almeno ti sbriciolano le costole in curva. Qui ti tocca beccarsi l’editoriale indignato del Quartierista Anonimo su Facebook.


E della lunghezza delle palle del Buratto vogliamo parlarne? Che non colpiscono più nessuno…l’avete controllata la lunghezza?
Bene, accontentiamoci allora e ancora, almen per un’altra Giostra, di un 3 nell’ “angolino” in luogo di un possibile 4.