Giornata iniziata con un viaggio tranquillo e senza intoppi verso le Alpi del Brenta. Prima tappa: il magnifico Lago di Tovel, raggiunto non senza un posteggio “salato”. Camminata perimetrale attorno al lago: 5 km in 1 ora e 10 minuti tra saliscendi boscosi e un suggestivo tratto finale pianeggiante — spettacolare!
A pranzo ci fermiamo all’Antica Trattoria di Cles, nel cuore del paese: ravioli burro e speck, una saporita fettina di manzo, insalatina mista e bevande, il tutto per 21 euro a testa. Dopo un breve riposino e una sosta necessaria, alle 16 partiamo per Dimaro, a soli 3 km dallo stadio. Il parcheggio per i tifosi dell’Arezzo è nei campi vicini, occupati dai tanti napoletani arrivati con bambini e scuole calcio al seguito. Lo stadio è stato ampliato con due curve in stile “Giostra del Saracino”.
Atmosfera bellissima, tutti felici, compresi noi — anche se eravamo in pochi. Il presidente Manzo consegna la maglia numero 8 a Conte. Provo a chiamarlo, ma non mi sente: eravamo troppo lontani. Eppure, al lago, quando ho chiamato Patrizio, mi hanno sentito persino due “orsi”: DJ 3, il ballerino, e WC 00, un po’ troppo puzzolente. Hanno portato fortuna: l’Arezzo segna due gol!

Dopo la partita, altra passeggiata per un totale giornaliero di 9,6 km. Rientro in albergo, cena con fettuccine al sugo di selvaggina locale e vino. Prezzo? Boh, non ho pagato io! Poi gelato (offerto da me), come dei bambini.
A letto, stanco morto, guardo le Città che perdono contro l’Inghilterra. Domani ci aspetta Pejo 3000… e pranzo al Cantuccio?
Fine!

