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giovedì, Gennaio 15, 2026
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Una giornata tra natura, calcio e sapori nelle alpi del Brenta

Dal Lago di Tovel allo stadio di Dimaro: trekking, buon cibo e un’amichevole indimenticabile tra Napoli e Arezzo

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Giornata iniziata con un viaggio tranquillo e senza intoppi verso le Alpi del Brenta. Prima tappa: il magnifico Lago di Tovel, raggiunto non senza un posteggio “salato”. Camminata perimetrale attorno al lago: 5 km in 1 ora e 10 minuti tra saliscendi boscosi e un suggestivo tratto finale pianeggiante — spettacolare!

A pranzo ci fermiamo all’Antica Trattoria di Cles, nel cuore del paese: ravioli burro e speck, una saporita fettina di manzo, insalatina mista e bevande, il tutto per 21 euro a testa. Dopo un breve riposino e una sosta necessaria, alle 16 partiamo per Dimaro, a soli 3 km dallo stadio. Il parcheggio per i tifosi dell’Arezzo è nei campi vicini, occupati dai tanti napoletani arrivati con bambini e scuole calcio al seguito. Lo stadio è stato ampliato con due curve in stile “Giostra del Saracino”.

Atmosfera bellissima, tutti felici, compresi noi — anche se eravamo in pochi. Il presidente Manzo consegna la maglia numero 8 a Conte. Provo a chiamarlo, ma non mi sente: eravamo troppo lontani. Eppure, al lago, quando ho chiamato Patrizio, mi hanno sentito persino due “orsi”: DJ 3, il ballerino, e WC 00, un po’ troppo puzzolente. Hanno portato fortuna: l’Arezzo segna due gol!

I pochi ma  veri aretini presenti all’amichevole Napoli–Arezzo. Da notare lo sguardo sconsolato di un bimbo partenopeo che osserva il fratellino di Sani esultare. Alcuni ragazzini napoletani piangevano: non avevano considerato lo spirito combattivo dei nostri, già forti di due settimane di preparazione, contro i pochi giorni di lavoro degli uomini di Conte.

 
Dopo la partita, altra passeggiata per un totale giornaliero di 9,6 km. Rientro in albergo, cena con fettuccine al sugo di selvaggina locale e vino. Prezzo? Boh, non ho pagato io! Poi gelato (offerto da me), come dei bambini.

A letto, stanco morto, guardo le Città che perdono contro l’Inghilterra. Domani ci aspetta Pejo 3000… e pranzo al Cantuccio?

Fine!

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.
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