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giovedì, Febbraio 12, 2026
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Fine del sogno playoff: tempo di bilanci e verità scomode

Delusione playoff e stagione chiusa: analisi tra limiti tecnici e scelte future

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Dopo l’eliminazione dai playoff, è giunto il momento di dire le cose come stanno, senza giri di parole: pane al pane e vino al vino.

Trombini deve tornare a fare il portiere nel senso più tradizionale del termine: meno giocate con i piedi, più attenzione e reattività con le mani.

La difesa ha sofferto per l’assenza di veri esterni: poca velocità, poca aggressività. In una categoria dove contano corsa e grinta, questi limiti si pagano.

A centrocampo si è visto troppo poco Damiani, e Chierico è stato frenato dagli infortuni. Guccione merita più fiducia: ha gambe, polmoni e idee. Gli altri? Tanti comprimari, poco protagonismo.

In attacco, Pattarello (probabilmente in partenza) e Tavernelli sono due esterni di livello superiore per questa categoria. Con un tecnico come Mignani, chissà dove saremmo arrivati?

Ravasio ha qualità, ma con quel fisico dovrebbe essere più presente in area, più cattivo sotto porta.

E ora? Tanti giocatori da piazzare, tante decisioni da prendere. Ma prima serve chiarezza su una cosa: che progetto vogliamo portare avanti?

“Il tempo delle scuse è finito: ora servono idee chiare, gambe forti e cuori caldi.”

2 COMMENTS

  1. Se il progetto è prolungare i contratti di giocatori, allenatori e altro, si resta dove siamo. Le scelte di Troise, Del Fabro, Santoro, Ogunseye — per non citare anche altri — denotano immobilismo, non crescita. Stellone ci ha dato un insegnamento di calcio: è passato da un 3-5-2 difensivo, ci ha fatto sfiancare, e poi è passato a un 4-4-2 offensivo che ci ha messo in difficoltà.
    L’equazione è 2 + 1 = 3, cioè da quinti si potrebbe arrivare quarti. Inoltre, il progetto è nei giovani amalgamati con gente esperta. Il Pesaro giocava con tre 2005 e un 2004: basta leggere la formazione e guardare la cattiveria, la fisicità e la rapidità. Ci hanno considerati il secchio dei rifiuti!?
    …Ma forse abbiamo fatto di più di quello che potevamo. Ringraziamo Guccione, Pattarello e Tavernelli…

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.
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