Arezzo, via della Conserve, un tranquillo angolo di civiltà italiana, è diventata di recente teatro di un’epica battaglia tra natura e tecnologia, dove la pioggia ha trionfato sui sogni di automazione. Chi dobbiamo ringraziare per il capolavoro di incuria che ha trasformato un giardino in una palude e ha segnato per la seconda volta e per lo stesso motivo la prematura dipartita di un robot tagliaerba?
Sorpresa: non la pioggia.
Partiamo dai veri protagonisti: i tombini, un tempo orgogliosi guardiani della strada, oggi ridotti a musei di foglie, fanghiglia e, probabilmente, qualche reperto archeologico dimenticato. Un ringraziamento speciale va a chi si occupa – o meglio, non si occupa – della loro pulizia. Perché preoccuparsi di una manutenzione banale quando si può lasciare che Madre Natura e il tempo facciano il loro corso? Dopotutto, una strada allagata offre quel fascino unico da “piccola Venezia”, ma senza gondole.
Ma il vero dramma si consuma nel giardino di via della Conserve, dove un secondo innocente robot tagliaerba, fiore all’occhiello della modernità, è stato sacrificato sull’altare della trascuratezza. Questo valoroso servitore dell’umanità, programmato per mantenere il prato in ordine, è stato brutalmente affogato sotto un diluvio di indifferenza. Immaginate l’agonia del piccolo automa mentre le sue rotelle annaspavano nel fango, sommerso da un’improvvisa ondata che lo ha trasformato in un relitto tecnologico.
E ora, un applauso ai soliti ignoti! Un grazie ai responsabili della manutenzione urbana, che, con una strategia ispirata al “fai finta di niente”, hanno garantito questo disastro annunciato. A voi che forse aspettate che i tombini si puliscano da soli, possiamo solo dire: missione compiuta. Non dimentichiamo, però, chi ha deciso che i fondi pubblici andassero spesi altrove, forse per cose più “urgenti” del drenaggio stradale.
Infine, un riconoscimento ai cittadini, che, con la loro indignazione post-disastro, dimostrano ancora una volta che l’arte della lamentela è il vero sport nazionale. Certo, magari qualcuno poteva segnalare l’ostruzione prima della pioggia, ma dove sarebbe il divertimento?
Morale della favola: se i robot si ribelleranno un giorno contro l’umanità, forse non sarà per colpa dell’intelligenza artificiale, ma per vendetta contro l’assurdità dell’incuria umana. Nel frattempo, cari abitanti di via della Conserve, investite in stivali di gomma e magari in una barca. Tornare a casa asciutti non ha prezzo, ma la manutenzione dei tombini, a quanto pare, sì.