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Il vero ostacolo alla raccolta differenziata ad Arezzo

Perché la provincia di Arezzo resta indietro: i limiti strutturali e gli interessi che frenano la qualità della RD

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Non è stato Putin a non far decollare la RD nei comuni della provincia di Arezzo…

Vedo che – ogni anno, immancabilmente anche per il 2023 – suscita scalpore ed un po’ di sdegno il fatto che i dati dell’ARRR sulla Raccolta Differenziata della provincia di Arezzo, con i suoi comuni, segnalano che la nostra area vasta è sempre il fanalino di coda per quantità e qualità di RD, di tutta la Toscana: l’ATO Toscana Sud (Ar-Si-Gr) è l’ultimo con poco più del 58%, mentre quello Toscana Costa è sopra al 71% ed il Centro quasi al 68%. Anche come area provinciale di Arezzo, siamo per l’ennesima volta la maglia nera (56,52%) anche rispetto a Siena e Grosseto, il quale – una volta, almeno – si comportava peggio di noi al pari di Massa Carrara che invece da diversi anni è al top.

In tutto ciò non c’è nulla di strano e Putin non c’entra niente…e non serve manco fare un disegnino per farlo comprendere…

I Comuni dell’ATO Sud – soprattutto Siena ed Arezzo – sedi, proprietari e veri gestori dell’impiantistica pesante per il trattamento/differenziazione meccanica dei rifiuti/smaltimento/incenerimento/termovalorizzazione dei rifiuti urbani ed assimilati (Sienambiente SpA, AISA SpA) dettano pedissequamente ogni anno l’agenda di quanta – e di che qualità – RD possa essere al massimo raggiunta da SEIToscana, tramite il loro ferreo controllo dell’Assemblea di Ambito Toscana Sud, dove smistano le loro carte come vogliono: ergo, il Comune di Arezzo – che investirà insieme e tramite AISA SpA diverse vagonate di milioni di euro per triplicare l’inceneritore di San Zeno, volendo addirittura mantenere contemporaneamente alla nuova linea (L 75) anche quella vecchia (L 45) – non ha mai fatto, non fa e non farà mai pressioni su SEIToscana affinché si elevino “troppo” – nella nostra provincia – le quantità e soprattutto la qualità della RD, altrimenti non rientra nell’investimento…punto.

Lo stesso discorso vale per Siena con Sienambiente SpA: in questo caso, vi siene domandati perché la provincia di Siena – sempre al top della RD in Toscana, sin dagli albori – dal 2010/2011 in poi è scivolata sempre più giù (ora è dietro Lucca, Prato, Massa Carrara, Pisa e Firenze)? Non sarà mica perché nel 2009 sono entrate in funzioni le 2 nuove linee dell’inceneritore di Sienambiente a Poggibonsi, in Loc. Foci?

Tanto premesso…finché l’ATO Toscana Sud avrà – de facto – a disposizione gli unici due medio-grandi inceneritori di rifiuti urbani della Toscana, scordiamoci una RD di quantità e soprattutto di qualità…ma scordiamoci soprattutto il miglioramento ambientale e sanitario di quella vera e propria disgraziata area di S. Zeno e limitrofe…

Insomma continueremo a fungere, insieme a Siena, da cassonetto dell’immondizia e da stufetta per bruciare i rifiuti urbani prodotti dai principi fiorentini (funzione svolta per oltre 30 anni dalla discarica di Podere Rota…)

Fausto Tenti, Costituente comunista, Sez. prov. Arezzo.

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