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Caneschi e Donati: “il Comune acquisti la Fontemura e ridia vita all’Alpe di Poti”

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Caneschi e Donati: “il Comune acquisti la Fontemura e ridia vita all’Alpe di Poti”

Atto d’indirizzo dei due consiglieri Pd.
Idee e progetti per la montagna di Arezzo
L’Alpe di Poti è abbandonata e la Fontemura è uno dei simboli del disinteresse del Comune di Arezzo.

I consiglieri Pd Giovanni Donati e Alessandro Caneschi hanno depositato un atto d’indirizzo per richiedere alla Giunta di presentare un’offerta per l’acquisizione dell’area ex Fontemura.

“Questa è stata chiusa nei primi anni 2000, l’Albergo di Poti è caduto nell’abbandono diversi anni prima e Poti, la montagna degli aretini, meta di villeggiatura e di relax per gli aretini dagli anni ‘60 in poi, ha perso il suo ruolo di punto di riferimento per la città”.

Dimenticata dall’istituzione ma non dagli aretini: “grazie alle associazioni del territorio e non solo, sono state organizzate numerose e prestigiose manifestazioni legate al mondo del rally (tappe del Rally Città di Arezzo, Crete Senesi e Valtiberina) e del ciclismo (Giro d’Italia), del ciclostorico (l’Ardita), delle semplici camminate (Fondazione Arezzo Wave, Calcit, A Piede Libero) ed arrivato anche qualche segnale di vivacità da parte di imprenditori del settore del turismo (Baita di Poti)”.

Caneschi e Donati chiedono che l’Amministrazione comunale faccia la propria parte e, vista la base d’asta di circa 200.00 euro, depositi un’offerta per l’acquisizione della complesso immobiliare dell’ex Fontemura.

“In caso di aggiudicazione, il Comune si ritroverebbe un grande patrimonio immobiliare di circa 5000 metri quadrati, oltre ad una vasta area prevalentemente boschiva e avrebbe la possibilità di “governare” la riqualificazione dell’area”.

Donati e Caneschi hanno già alcune idee sulle possibilità attività: “la nostra proposta prevede la demolizione degli edifici, la loro ricostruzione parziale per realizzare  un progetto complessivo che vada a riqualificare tutta l’area.

Potrebbero essere realizzate strutture turistico-ricettive, sociali,  parchi avventura, strutture di supporto alle tante attività ludico sportive che vengono già organizzate nell’Alpe di Poti.

E questo nel massimo rispetto dell’inserimento ambientale, del risparmio e dell’autonomia energetica anche mediante  la creazione di strutture per la produzione di energia.

La restante parte delle volumetrie demolite e non facenti parte del progetto, dovrebbero essere inserite nel registro dei crediti edilizi, come previsto nel Piano Strutturale e nel Piano Operativo, e messe a disposizione dei cittadini e delle imprese che potranno acquistare le volumetrie necessarie in base ai propri bisogni abitativi o imprenditoriali.

Con questa operazione dei crediti edilizi il Comune di Arezzo potrebbe recuperare i soldi investiti per l’acquisto e riqualificare, anche dal punto di vista ambientale, un’area praticamente a costo zero”.

Ufficio stampa
Ufficio stampa
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