Se qualcuno voleva la prova generale della Giostra del Saracino, l’ha avuta con una settimana d’anticipo. Solo che invece delle lance si sono viste sedie pieghevoli, numerini, discussioni e perfino i carabinieri.
Questa mattina è partita la vendita dei biglietti per la 149esima edizione della Giostra del Saracino. Già dal giorno precedente, però, decine di appassionati avevano deciso di accamparsi davanti alla biglietteria dei “Colori della Giostra”, trasformando l’attesa in una rievocazione storica della fila alla Coop negli anni Ottanta.
Sulla porta era comparso un avviso piuttosto chiaro di Arezzo InTour: «Non verranno considerate eventuali liste di prenotazione».
Parole semplici. Comprensibili. Talmente comprensibili che, secondo quanto documentato dalle immagini e raccontato da numerose testimonianze giunte all’Ortica, qualcuno avrebbe deciso di organizzarsi comunque con una lista.
Una fotografia mostra infatti una persona con in mano un foglio pieno di nomi e numeri, proprio davanti all’ingresso della biglietteria. Circostanza che ha alimentato malumori e polemiche tra i presenti.
In redazione sono arrivati anche alcuni vocali. «Una roba vergognosa», racconta una testimone. Un’altra riferisce di essere arrivata alle sette del mattino, di aver ricevuto il numero 190 e che l’ultimo posto a sedere sarebbe stato assegnato al numero 187. Da qui i dubbi di molti presenti sui conteggi e sulla disponibilità effettiva dei tagliandi.
Secondo le testimonianze raccolte, la situazione si sarebbe fatta talmente tesa da richiedere l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la calma.
Tra le voci circolate tra i presenti anche quelle relative a presunti favoritismi nell’acquisto dei biglietti. Circostanze che, al momento, non risultano ufficialmente confermate.
Insomma, più che una prevendita, una battaglia campale. Con una differenza rispetto al Medioevo: almeno allora le liste d’attesa non erano vietate.
Da segnalare invece il gesto del rettore di Porta Crucifera Andrea Fazzuoli, che ha portato pizze a tutte le persone che avevano trascorso la notte accampate davanti alla biglietteria.
Perché una cosa è certa: a stomaco vuoto si ragiona male. E con i biglietti del Saracino, evidentemente, anche a stomaco pieno non è che si ragioni molto meglio.
Adesso resta da capire se qualcuno vorrà chiarire come siano andate davvero le cose. Perché se la Giostra rievoca il Medioevo, non è detto che anche la gestione delle code debba essere storicamente accurata.


