Durante il dominio napoleonico, venne concepita un’infrastruttura ambiziosa: collegare i due mari, dal porto di Livorno fino alla Romagna e alle Marche. Uno dei primi tratti realizzati fu la via Anconetana, con la costruzione del Ponte Nuovo e del ponte sulla Parata. Tuttavia, le mura medicee di Arezzo non avevano un accesso diretto a questa strada, motivo per cui si progettò una nuova porta presso il Bastione di San Giusto. Questa prese il nome dalla chiesa di San Giustino, situata in fondo a Via Fontanella.
Precedentemente, l’unico accesso orientale era garantito dalla vecchia Porta medievale di Colcitrone, nota anche come Porta Crucifera. Dopo la caduta di Napoleone nel 1814, i lavori furono interrotti ma ripresero nel 1815 e si conclusero nel 1816 con l’inaugurazione di Porta Nuova, ribattezzata anche Porta Ferdinanda in onore del Granduca Ferdinando III di Lorena. Il monumento a lui dedicato, realizzato dallo scultore Ricci, si trova oggi in cima alla Piaggia del Murello.
La nuova porta fu progettata dall’ingegnere Neri Zocchi, noto per le sue opere in epoca napoleonica. Solo nel 1915 l’accesso fu ulteriormente rinominato Porta Trento Trieste.
Per quanto riguarda la “Strada dei Due Mari”, i lavori ripresero nel 1816, ma si interruppero nuovamente nel 1839. Fu solo dopo l’Unità d’Italia che l’infrastruttura venne ribattezzata Strada Regia e il tratto sull’Adriatico fu esteso fino a Urbania. Il completamento definitivo verso Arezzo, previsto per il 2024, rappresenterà una nuova fase di questa lunga e complessa opera.