DIDA, DODO E DADO: IL FUTURO NELL’ISOLA SCONOSCIUTA
Sono passati 7 anni dalla scoperta dell’uovo di Dado e 3 dal suo arrivo nell’isola sconosciuta, e il piccolo Dado è ora un giovanotto di 20 anni. Fecondando un uovo di Dida, è nato un nuovo piccolo, “billino” con il suo visino tondo, ma un vero casinista: infatti, scodinzolando tra le gambe di Nuvvelo, il monaco tibetano (nangpa), lo aveva fatto cadere, causandogli una frattura composta del perone, che ha richiesto un’ingessatura della gamba destra.Continua a leggere
A nulla sono servite le tecniche di concentrazione ascetica per la rigenerazione: Dado, infatti, aveva interrotto quella sospensione nuvolosa soprannaturale che Nuvvelo utilizzava per spostarsi senza camminare. Dispiaciuto, Dado andava ogni giorno a far compagnia a Nuvvelo nella sua capanna, imparando intanto i principi della filosofia spirituale.
Nuvvelo: “Caro dadino, vedrai quando sarai vecchio come me quanto è faticoso stare a letto ingessati senza telefono e senza TV! Mi è cresciuta la barba di un metro!”
Dado: “Oh zio Nuvvelo, almeno qualcosa di duro l’hai tra le gambe!”
Nuvvelo: “Sei proprio una lenza, ragazzino, mi fai ridere… ma tutto il corpo mi rugghia! Vai a prendermi quel guscio di tartaruga che ho lì.”
Nota intramezzata: il parlato in dialetto aretino si deve al fatto che, dopo la partenza di Manuel, per errore erano sbarcati sull’isola due abitanti di Anghiari, anzi di Tavernelle di Anghiari, partiti da Rimini con un pedalò del bagno 96.
Dopo aver svuotato il guscio di tartaruga, Dado tornò a casa, dove trovò la mamma Dida intenta a preparare un decotto di erbe aromatiche, tanto gradito a Dodo, che potava con le sue mascelle i rami spogli e rimuoveva i fittoni nella foresta.
Dida chiese a Dado: “Come sta Nuvvelo?”
Dado: “Bene, ha fatto i suoi bisogni! Ma con tutte queste erbe, non potremmo mangiare un culaccio di salame tagliato a pezzi con un po’ di pane? Cesare dice che è buonissimo!”
Dida: “Lo sai, noi siamo erbivori e la carne non si mangia. Anche a me piacerebbe indossare scarpe coi tacchi, ma non mi reggerebbero!”
Nel frattempo, rientrò Dodo dal lavoro e chiese: “Che c’è da mangiare?”
Dida rispose: “Decotto di erbe aromatiche, come piace a te… amore mio!”
Insomma, la vita dei Brachiosauri scorre come sempre. Durante il pranzo, discutono di attualità: il nuovo presidente dell’Unione Europea del Bangladesh, la sovrappopolazione italiana, la grande moschea a Bologna, il nuovo disboscamento della foresta amazzonica, la scomparsa del buco dell’ozono, la neve a Los Angeles… e Manuel, che fa?
MANUEL DI DODO ORA SOTTOTENENTE
Manuel, dopo aver lasciato Dodo sull’isola misteriosa con gli altri brachiosauri e il monaco tibetano Nuvvelo, aveva contattato la base e il generale Maccart utilizzando un Motorola da 1 chilo. Questo telefono gli era stato fornito dallo stesso Nuvvelo e la sua batteria era stata ricaricata grazie a un vecchio accumulatore abbinato a un Totem diesel Fiat, recuperato da un naufragio. La barca, abbandonata alle correnti per motivi assicurativi, aveva fornito l’attrezzatura necessaria. Grazie al GPS, erano riusciti a individuare le coordinate dell’isola. Per motivi scientifici e di riservatezza legati alla localizzazione, Manuel e i suoi soccorritori erano stati premiati con avanzamenti di grado.Continua a leggere
Manuel, divenuto sottotenente, portava ora al petto una serie di 24 file di nastrini multicolori. Una sera, recandosi in un drink bar a Santa Fe frequentato da splendide ragazze costaricane, aveva conosciuto una di loro. Era una donna con curve delicate e sensuali: un seno perfettamente proporzionato, una linea sinuosa che si stringeva fino a una vita minuta e si allargava in una rotondità posteriore perfettamente coordinata al resto del corpo, tanto che ogni indumento intimo spariva in un avvallamento impeccabile. Il viso, piccolo e abbronzato, aveva un nasino leggermente all’insù, labbra carnose e due occhi scuri capaci di trapassare ogni incertezza. Si chiamava Dolly.
Dolly, una professionista, si avvicinò a Manuel mentre sedeva sullo sgabello e, strusciando il braccio nudo contro quello di lui, disse:
“Vuoi venire con me? Ti meraviglierai e avrai sensazioni e piaceri animaleschi!”
Manuel, quasi impaurito, domandò:
“Mordi o vuoi essere morsa?”
E Dolly rispose:
“100 dollari e lo scoprirai!”
Manuel replicò:
“Ne ho solo 50, vado al bancomat qui fuori e ne ritiro altri 50!”
Dolly, sorridendo, aggiunse:
“Se ne ritiri 500, restiamo tutta la notte a casa mia!”
Manuel, colpito dalla battuta, concluse:
“Se lavori così ogni giorno del mese, guadagni più di me… mi vuoi sposare?”
Sembrerà strano, ma Dolly era una ragazza di sani principi e accettò la proposta di Manuel. Abbandonò il suo lavoro di adescamento e fece di tutto per crearsi una famiglia. Dopo poco, precisamente 9 mesi, nacque Dean, un bambino riccio come la madre e irrequieto come il dado di Dodo.
Dopo la nascita di Dean, decisero di trasferirsi…