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Un viaggio spaziotemporale tra misteri e incontri inaspettati

Il gossip di Cesare Fracassi
Lyn e Cerase si ritrovano catapultati in un'avventura fuori dal tempo, tra scambi storici, personaggi illustri e dialoghi surreali. Dalle colline di Castelnuovo Berardenga ai misteri di Arezzo e Firenze, fino alle lezioni di intuizione e fede con Francesco Severi, un'avventura tra passato e presente che porta i protagonisti a interrogarsi sul significato del loro viaggio

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Un viaggio spaziotemporale tra misteri e incontri inaspettati

Il gossip di Cesare Fracassi
Lyn e Cerase si ritrovano catapultati in un'avventura fuori dal tempo, tra scambi storici, personaggi illustri e dialoghi surreali. Dalle colline di Castelnuovo Berardenga ai misteri di Arezzo e Firenze, fino alle lezioni di intuizione e fede con Francesco Severi, un'avventura tra passato e presente che porta i protagonisti a interrogarsi sul significato del loro viaggio

UNA SBANDATA DEL CASCO TRANSFER


Ugo:
“Ohh Pino, che spinta mi hai dato, non vedi che son qui a girare la manovella del sistema cascotransfer coassiale spazio-temporale?!”

Lyn:
“Cerase, mettiti la cintura! Lo vedi che mi sei venuto tutto addosso?! Ma ora… dove siamo?!”

Cerase:
“Il campo con il muro… mi sembra di essere a Castelnuovo Berardenga… Scusi signore, è Castelnuovo qui?!”

X (Pastorino):
“Aspettate un attimo ragazzi… Sì, siamo a Castelnuovo. Non vi ho risposto prima perché ero a trattare il prezzo dell’immobile che ho qui. Sono Pastorino Pastorini, noto vetraio, e voi due chi siete e da dove venite?!” [read more]

Lyn:
“A dirti da dove veniamo non ci crederesti. Ad ogni modo, vedo che accanto al campo c’è un ristorante… Ti raccontiamo tutto lì!”


Pastorino, incuriosito e vedendo negli occhi della ragazzina un’espressione di voracità e desiderio alimentare, acconsente:
“Va bene, andiamo, visto che ho concluso bene la vendita!”


Lyn, ripercorrendo solo l’ultima sosta, in quanto Pastorino avrebbe pensato ad una presa in giro, racconta:
“Bla, bla, carro veloce… Olmo… Panzanella… Digiuno!”


Pastorino:
“Ma quando eravate davanti alla chiesa del matrimonio di Giorgio, eravate piccolissimi?!”

Lyn (mentendo):
“Sì!”

Cerase:
“Raccontaci del tuo affare e perché vai via da Castelnuovo!”


Pastorino:
“Mi sono trasferito a Siena. Sono stato ad Arezzo alla scuola laboratorio di Marcillat, il Guglielmo, dove ho conosciuto Giorgio. Però di quell’Andrea non conosco i Cesalpino. Ah, prima di lasciarvi: avete visto ad Arezzo quella statua di bronzo ritrovata sotto San Lorenzo? Dicono che è etrusca e rappresenta Minerva. I Medici l’han subito fatta portare a Firenze!”

Cerase:
“No, non ne sappiamo nulla!”

(Bugia, avrebbe voluto dire che quei lestofanti usurpatori avrebbero successivamente portato via anche la Chimera, ma si trattenne).


Lyn:
“L’unico senese simpatico e poi senza capelli rossi… Oddio, di nuovo partiamo!” [/read]


LA PETIZIONE DI LYN


Cerase:
“Maremma che salto! Si vede che son cambiati i tempi, si va più veloci. Ti ricordi Lyn, che nel Medioevo si andava a rilento e non si è neanche incontrato Margaritone o Margarito?!”

Lyn:
“Chi è?!”

Cerase:
“È un pittore ai tempi di Guglielmo… Ma… Ma siamo a Firenze un’altra volta, e cosa sono tutti questi cantieri? Forse è il PNRR dei Lorena?! Scusi, passante, chi comanda ora qui?”


Passante:
“I Lorena!”

Lyn:
“Senti, Cerase, io vado a dirgli qualcosa! Ci hanno fregato tutto, quei lestofanti dei Medici. Gran parte del Rinascimento viene da Arezzo, e non l’hanno mai fatta capitale della cultura! Ora mi sentiranno!”


La piccola, ma determinata Lyn si incammina verso Palazzo Vecchio. Con un sotterfugio riesce ad eludere i piantoni, corre nella sala del consiglio e urla:

Lyn:
“Chi è il Lorena che comanda qui?!”


Da uno scranno, incuriosito, Leopoldo I risponde:
“Sono io, Leopoldo I, e tu chi sei? Cosa vuoi?!”


Lyn:
“Bla bla bla! Sono incavolata a morte!” [read more]


Leopoldo I:
“Prendete tutti gli studi fatti finora e consegnateli al Fossombroni! Bonifichiamo la Valdichiana, è il minimo che possiamo fare per gli aretini. Ti basta così, ragazzina?”


Lyn:
“Dì a tuo figlio di non far mettere la statua in Piazza Grande, stonerebbe in quel contesto medievale. Se proprio vuole, la trasferisca in Piaggia del Murello. Capito?!”


Leopoldo I:
“Spero di ricordarmelo… Contento?!”


Ma Lyn era già scomparsa.

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IL MISTERO PORTA VERSO LA FEDE


Ugo:
“Chissà dove saranno arrivati i due ragazzi?! Speriamo bene, io continuo a girare la manovella!”

Ruth:
“Alo’, Aloe, asciugagli la fronte mentre io preparo un buon caffè per tutti!”

Aloe:
“Ok!”


Entra Lesto, appena tornato dal ritiro, rivolgendosi a Pino:
“Cosa è successo?!”


Pino:
“C’è stato un problema al trasferimento spaziotemporale: la valvola che inserisce le coordinate coassiali del sistema si è guastata, e Ugo sta procedendo manualmente.”


Lesto:
“Maremma! E chi c’era dentro?!”

Ugo:
“I ragazzi… Speriamo bene!”


Cerase:
“Lyn, meno male, siamo ad Arezzo, dietro il convento dei Cappuccini, vicino a Villa Severi. E nel viale c’è un signore con una lunga barba!”


Lyn:
“Scusi, è lei il proprietario del podere e della villa?”


X (Francesco Severi):
“Sì, sono Francesco Severi. Questa è la mia casa, dove mi riposo dopo le lezioni all’università durante le vacanze. Vado nella stalla a vedere nascere un vitello, volete seguirmi?” [read more]


Mentre si incamminano, Francesco domanda:
“Siete soli? E cosa fate fuori porta?”


Cerase:
“Sì, siamo soli… Viaggiamo nel tempo, dal passato verso il futuro, che è il nostro presente!”


Francesco:
“Sì, è un mistero la nostra vita. Anche io, che ho affermato la relatività delle corrispondenze algebriche, considero l’intuizione il processo fondamentale, che precede la logica e ci avvicina alla fede. Nulla può fermarsi alla sperimentazione: la relatività e la nostra intuizione sono la forza che ci avvicina a Dio!”


Lyn:
“Professore, abbiamo assistito, o meglio, letto dai nostri caschi delle lezioni di Socrate… L’intuizione è quella conoscenza innata che muove il non saggio ad essere sapiente?!”


Francesco:
“Più o meno… Ma sei una piccola filosofa, vedo!”


Lyn:
“Macché filosofa, ho fame!”


Francesco, ridendo:
“Ma che fame! Sei affamata come il mio amico Einstein, che non disdegna mai gli spaghetti. Dai, andiamo alla stalla e poi a pranzo!”


Dentro la stalla, due uomini avevano fissato una carrucola al soffitto e fatto passare una corda.

Lyn:
“A cosa serve?”


Contadino 1:
“Se il vitellino fatica a uscire, gli leghiamo le zampe anteriori e lo aiutiamo!”


Lyn:
“Non voglio vederlo, è troppo! Meglio una stampante 3D ad espansione, mille volte meglio!”


Contadino 2:
“Sor padrone, le donne dovrebbero entrare dopo il parto, no?!”


Francesco:
“Hai ragione, li porto a mangiare in casa… Ma… Mi sono spariti entrambi! Un mistero!” [/read]

Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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