Il Ritorno degli Extraidraulici
A Ruth, l’IA dei dati era stata arricchita con elementi di cultura e intelligenza, per cui sapeva che gli extraidraulici erano esseri alti poco più di 120 cm (come un blocco di concime perfettamente incastrato in una concimaia).
Dotati di tre potenti mani e braccia, con la terza mano che spuntava dall’addome, avevano in passato costruito le Piramidi, trasportando loro stessi quei massi enormi e realizzando strane costruzioni come Stonehenge e altre strutture simili.
Abitavano in un pianeta della sesta galassia a destra del buco semaforico.Continua a leggere
Il giorno del ritorno, sbarcarono in quel deserto tranquillo dietro le mura ciclopiche ottagonali di Castelsecco.
La loro astronave era un ovo trasparente che, grazie a un liquido ancestrale, permetteva loro di attraversare miliardi di anni e di recuperarli nei loro viaggi spaziali.
Scesero verso la giungla aretina e le nuove costruzioni al terzo piano sospeso.
Dopo aver abbattuto alberi e boscaglia con le loro tre mani e tre braccia, si presentarono alla porta della famiglia allargata di Pino e Ugo.
Erano tre astronauti in cerca di reperti archeologici da rimettere in funzione per i loro viaggi, ma avevano anche una curiosità da soddisfare.
Avevano ricevuto questo indirizzo da una loro rivista, relativa al concorso di Miss Universo. Era proprio Ruth, che era stata inserita tra le partecipanti dal computer redazionale della rivista.
Grazie a un traduttore universale, tutta la famiglia poteva capire il linguaggio degli extraidraulici. “Noi venire a vedere sta’ strafica di briciautonoma, chi è Ruth!?” chiese il capo della spedizione.
Ruth, non per timore ma per rispetto di Ugo, si era messa dietro Pino e si fece avanti. “Sono io!” In quel momento, a uno dei componenti della spedizione spuntò da sotto la tuta un quarto braccio, terminante con due lunghe dita, ma non era proprio un braccio.
Fu un colpo di fulmine nella mente artificiale di Ruth: scorsero film, bei discorsi e parole, esaltando la sua bellezza e intelligenza.
La nostra briciautonoma, non avendo posato lo sguardo in basso dato che l’extraidraulico aveva la tuta squarciata, fu però plagiata psicotelapaticamente.
Ugo se ne accorse e si infuriò.
Sentiva un prurito sopra la testa, ma come un’icona tridimensionale che scompare, Ruth e l’extraidraulico scomparvero alla vista di tutti.
Ruth tornò prima e andò in camera a preparare i bagagli.
Aveva deciso di partire con loro. Tornò dopo qualche minuto anche Pelmo, l’extraidraulico, con la tuta riparata.
Lin e Cerase, Lin pur essendo figlia di Pino considerava Ugo come padre, si strinsero a lui domandando: “Papà, ci farai anche da mamma!?” E sconsolato, Ugo pensò: “La pacchia è finita, ma morto un Papa se ne fa un altro!”
Ruth Abbandona Ugo e i Figli Lin e Cerase
Dopo aver preparato le valigie, Ruth lasciò la casa al terzo piano sospeso. Lin e Cerase erano sconvolti, ma Ugo riuscì a dominare il suo odio.
Pensava ai due figli, quella di Pino e il suo piccolo. Lo spirito paterno predominava sulla sua rabbia e, con il passare dei giorni dall’abbandono della briciautonoma, il suo animo si placava.
Riuscì a dare un senso alla sua vita e alla sua famiglia, anche grazie all’aiuto di Mana e Pino.Continua a leggere
Passarono giorni, mesi e anni. Quando tutto sembrava andare liscio, venne avvistato un ovo trasparente al Poggio del Sole sopra la boscaglia sorta nel luogo del Palazzo della Prefettura di Arezzo (Palazzo del Governo 1931), che era stato costruito nei terreni donati ai frati francescani nel 1290 per edificare un convento dentro la cinta muraria, mentre il precedente insediamento era nel poggetto di Maccagnolo.
No, non era tornata Ruth.
Erano i soliti extraidraulici ritornati per altre briciautonome come Ruth.
Quanto a Ruth, era rimasta bloccata a causa di un malfunzionamento della stampante 3D inseritagli dal professor Chiavistella, che aveva provocato un ingolfamento di una delle due dita, e si era bloccata mentalmente e nelle prestazioni sessuali.
Pino e Ugo andavano a pescare con i ragazzi nei rivoli sospesi tridimensionali, portando i pranzi al sacco preparati da Mana.