Premio Civitas Aretii – Arezzo ha premiato solennemente il suo cittadino più antipatico?

Il premio Civitas Aretii è importante per Arezzo.
Alla sua istituzione venne assegnato ad Angelo Tafi, uno studioso vero, divulgatore e scrittore di saggi su Arezzo e il suo territorio come nessun altro.
Poi negli anni i premiati sono sempre state persone di indubbio valore, riconosciuto dalla grande maggioranza dei cittadini.
Quest’anno il Civitas Aretii è andato niente popò di meno che ad Andrea Scanzi, un signore che gli aretini non sopportano per la sua presunzione, spocchia e totale mancanza di interesse reale per la nostra città.
Uno che a suo tempo litigò con Teletruria e prima denunciò i Negrita per un dito nell’occhio dopo che li aveva massacrati sul Mucchio Selvaggio.

Le motivazioni del premio sono straordinarie: Scanzi ambasciatore, appassionato, aretino vero…
Ma Scanzi è appassionato solo di sé stesso.
Pensa solo a sé stesso.
Ama solo sé stesso.
Va oltre il narcisismo, vive nel solipsismo di una concezione di sé pari a quella di una divinità pagana.
Nella motivazione si dice come descriva bene Arezzo nel suo libro.

Ma come fa a parlarne, che quando attraversa la città per recarsi non sappiamo dove (probabilmente non ha meta, lo fa solo per farsi vedere) cammina tutto diritto, senza salutare nessuno, come un divo di Cinecittà, che sembra un dandy con un peperoncino nel culo.
Non parla di luoghi, ma di location, come fosse il p.r. di una discoteca della costa.
Cita posti e ristoranti dove conoscendolo ora tornerà a mangiare “a gratis”.
Il libro non parla di nulla.
Non c’è una trama.
Una necessità impellente di averlo scritto.
Un’ispirazione poetica.
Solo narcisismo.

Si veda lo spezzone video della recente stroncatura senza appello da parte di una scrittrice brava come Michela Murgia, durante la trasmissione televisiva “Le Storie” di Augias
Con lui ambasciatore, la gente scappa.
Il turista metta la testa sotto la sabbia.
Basta conoscerlo un pochino meglio per capire cosa sia il suo egoismo e la sua totale mancanza di empatia con chicchessia.
A lui interessa solo la sua immagine.
Quand’era sposato nel suo sito si parlava solo di lui, la moglie sembrava una miracolata che l’aveva incontrato…
Non fa che offendere tutti quelli che non lo idolatrano.
E’ una persona che probabilmente non sa voler bene a nessuno escluso se stesso
(alla Murgia le ha dato della cicciona…)

Ma il sindaco e l’ineffabile Comanducci (braccio armato della Confcommercio) l’hanno letto il libro?
E se non l’hanno, le hanno lette le stroncature sulla stampa nazionale?
(vedi Mancuso sul Foglio).
Dev’essere proprio una ciofeca questo libro per essere stroncato così senza appello…
Un libro scritto nei ritagli di tempo, sul water magari, e con la mano sinistra.
O forse Scanzi è capace solo a scrivere di sé stesso o sulle vite di personaggi straordinari come ritiene di essere lui, e i romanzi per lui sono tabù.
Forse tutto preso dal suo giubbotto di pelle nera non è in grado di costruire mondi come fanno i veri narratori.
E’ troppo preso a farsi piacere per avere l’umiltà di chi ha consapevolezza.

Rimane il fatto che Ghinelli & Co. esibiscono sempre di più il loro inenarrabile provincialismo, anche culturale.
Ma Ghinelli quando ha letto l’ultimo libro dopo I quattro moschettieri e il bignami di Ingegneria?
Insomma Scanzi ce lo meritiamo.
Forse è l’aretino più vero che c’è.
Scontroso.
Maleducato.
Calcolatore.
Accentratore.
Privo di empatia. …

Gianni Boncompagni (aretino anche lui) in confronto era un pivello.
Pupo in confronto è un gigante, soprattutto in quanto ad umanità e simpatia.
Come dice il saggio, “le erbacce vivono al margine della società vegetale”.
Ma evidentemente a volte bucano l’asfalto o la pietra serena e nascono anche nelle nostre belle città.
Diserbate lo Scanzi (ci rivolgiamo al servizio verde del Comune) e vivremo tutti meglio. Compreso lui.

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