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Farina di castagne: un rimedio per combattere il freddo

La polenta che fa spettacolo!

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Farina di castagne: un rimedio per combattere il freddo

La polenta che fa spettacolo!

Cia Arezzo: la castanicoltura ha un elevato valore ambientale e turistico ed è preziosa per consentire alle imprese multifunzionali una adeguata integrazione del reddito.
In Valdarno, a Villa Iris, la preparazione della tradizionale polenta è diventata un’occasione per incantare i visitatori dell’agriturismo

Qui la tecnologia moderna ha permesso di valorizzare un prodotto della tradizione anche nella versione totalmente gluten free

Alla fine l’inverno è arrivato.
Con il freddo, sulle tavole tornano piatti caldi, gustosi e nutrienti.
Tra questi, come non ricordare la polenta?
In particolare quella di castagne: l’alimento che a lungo ha sfamato le campagne aretine che, oggi, è diventata una ricercata prelibatezza.

Il 2022 è stato una anno importante per la castanicoltura della provincia che, dopo periodi altalenanti, ha potuto contare su un raccolto buono e sano: prodotti di qualità che, venduti freschi o trasformati, hanno rappresentato spesso un’ottima occasione di integrazione del reddito delle imprese agricole.

“Il recupero dei castagneti da frutto è un’operazione strategica dal punto di vista ambientale e turistico prima ancora che economico, per i territori montani. Per la stragrande maggioranza delle aziende, la castanicoltura rappresenta una opportunità, ma raramente offre un reddito sufficiente.
È quindi uno strumento per migliorare la performance aziendale utilizzando la leva della multifunzionalità. Una tendenza che, per essere invertita, necessita di strumenti adeguati e impegni precisi per il recupero e la valorizzazione dei castagneti da frutto”, spiega Massimiliano Dindalini, Direttore Cia Arezzo.

E’ con lui che incontriamo Marco Albertoni.
Siamo a Villa Iris, a Castelfranco di Sopra, in Valdarno, terra, come altre, vocata alla produzione, alla trasformazione e all’uso delle castagne.

Dopo una vita di lavoro a Firenze, è tornato alle origini, alla sua terra e all’agricoltura. “Abbiamo acquistato castagneti abbandonati oggi ritornati in produzione – racconta -.
Per noi la castagna è una voce importante del bilancio aziendale.
Con il prodotto fresco, essiccato e macinato riusciamo ad integrare il reddito che deriva da un’altra coltivazione tradizionale: il giaggiolo.
In primavera estate, ci concentriamo sull’iris, in autunno inverno sulla castagna e i suoi derivati: prodotti che poi riusciamo a valorizzare attraverso la vendita diretta e l’agriturismo”, spiega.

E in effetti in questi ultimi mesi la richiesta di farina di castagne si è impennata. La ricetta vincente?
“Lavorare un prodotto tipico con mezzi e strumenti moderni.
L’azienda infatti di recente si è dotata di un essiccatore all’avanguardia e di un mulino utilizzato esclusivamente per la produzione della farina dolce, quindi capace di garantire un alimento gluten free”, continua Albertoni, preparando a scopo dimostrativo la polenta di castagne, con la ricetta dei nonni, che diventa spesso un momento di animazione e di attrazione per gli ospiti del suo agriturismo.

“L’impegno della nostra organizzazione è di valorizzare esperienze come queste, che riescono a salvaguardare prodotti e mestieri antichi, con uno sguardo rivolto al futuro: alla multifunzionalità, ai servizi, al presidio del territorio”, aggiunge Dindalini, invitando a vincere il freddo invernale con piatti tipici preparati con prodotti locali.

Ufficio stampa
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