Esorcismo: Don Alvaro in cattedra

Che siano veri casi di possessione oppure paura del “malocchio”, crisi familiari e lavorative o problemi di salute – a volte anche solo un semplice “mal d’amore” – sta di fatto che oltre 500mila persone in Italia si rivolgono ogni anno agli esorcisti o a sacerdoti capaci con la preghiera di liberare da eventuali presenze demoniache. Considerando queste alte percentuali l’Istituto Sacerdos dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e il Gris (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa), rilanciano anche per il 2018 il prestigioso Corso sull’esorcismo e la preghiera di liberazione.

Il corso è in corso (!?), infatti si tiene dal 16 al 21 aprile nell’ateneo pontificio Regina Apostolorum.

La domanda sorge spontanea: l’avranno chiamato don Alvaro Bardelli, parroco della cattedrale e della Pieve di Santa Maria ad Arezzo, come docente? E’ uno degli esorcisti più richiesti del centro Italia ed è noto tra l’altro per spargere sale tra le lenzuola di molti matrimoni difficili.

Don Alvaro contribuisce, con la sua pratica, alla crescita dei numeri relativi al turismo in città. Si dice che l’assessore Marcello Comanducci lo vorrebbe inserire nell’inutile commissione che si dovrebbe occupare di studiare le modalità di sviluppo del turismo ad Arezzo…

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

2 COMMENTI

  1. Un corso del genere – meglio se con dimostrazioni pratiche – non sarebbe male inserirlo nel programma di “Back in time”.

  2. Vi esortiamo a rimuovere la notizia su don Alvaro in quanto FALSA.
    Procederemo come CURIA VESCOVILE alla denuncia alla Polizia Postale

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