Come in un video di Michael Jackson – “Wave” il ritorno

Non c’è verso, non riusciremo mai a superare il lutto per la perdita di Arezzo Wave.
Non è riuscito a farcelo elaborare il Mengo, che scopiazza qua e là il defunto padre, e men che meno ci riesce Mauro Valenti, che un giorno sì e l’altro pure si convince che l’onda (Wave) è ancora viva, pronta ad accogliere nuovi e vecchi surfisti, entusiasti o tristemente nostalgici, vogliosi di cavalcarla di nuovo.

Arezzo è scomparso dal nome, ora si chiama solo Wave, perché si svolge un giorno a Firenze e tre dalle nostre parti.
Band emergenti, selezionate nei mesi scorsi, si esibiranno in novembre, proprio il mese adatto per i morti viventi… Tristezzaaaa, per favore vai via…

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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