Tra lecci e tigli a rimetterci sono i pini

L’Ortica è stata facile profeta: mentre stava per nascere la diatriba tra lecci e tigli aveva già capito che a soccombere per primi sarebbero stati i pini: quelli lungo via Duccio da Buoninsegna davanti al parcheggio Mecenate.
Il segnale lo aveva già dato uno dei pini capitozzati prema dell’inverno dall’assessore motosega: i rami amputati si erano seccati prima a ancora che arrivasse l’estate.
Ma il sole di luglio è stato fatale, per ora, ad altri due suoi compagni. pini1
Tutti capitozzati in quella che era una chioma spennacchiata che nelle intenzioni di chi l’ha segata avrebbe dovuto infoltirsi dopo qualche anno. Sono bastati un mese e quindici giorni per dimostrare quello che anche un inesperto di botanica sa: dei pini si possono segare i rami più bassi e pericolanti ma non se ne può capitozzare la chioma.
A farne le spese per ora sono in tre di una fila che sembra già destinata a diventare tutta legna da ardere. Appena arriva il prossimo inverno.

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