Cucù, i lecci non si tagliano più…

Dopo aver compreso che quasi nessuno ad Arezzo era favorevole al taglio e alla sostituzione dei lecci dei giardini del Porcinai, la Giunta Ghinelli ha pensato bene di fare marcia indietro.
Ora parlano di riconsiderazione, dei problemi che potrebbero causare i tigli, di una sostituzione forse parziale.

La conclusione è facile da indovinare.
Il taglio non si farà.
I giardini verranno risistemati al meglio, la loro illuminazione pubblica resa più efficace.

E’ quello che si doveva fare fin dall’inizio.
E non dimenticate, voi che avete la motosega facile, di potere bene i lecci, senza spelacchiarli per anni come fossero pioppi sgarrupati.

Va bene, alziamole un po’, ma restituiamo alle loro chiome il folto naturale.

I soldi risparmiati per la mancata sostituzione dateli pure alla Caritas, che ne ha bisogno per dare una mano ai poveri.

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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