Saracino, Porto Franco

Come ogni edizione della Giostra che si rispetti, la settimana prima e poi dopo, i quartieristi organizzano le cene e le feste assortite, con musica, dj set, ed ogni sorta di divertimento.
Peccato che l’atmosfera festaiola poi  sempre si trasforma in una sorta di “terra di nessuno” dove i bagordi alcolici vengono portati all’esasperazione.
Fiumi di alcool scorrono, spesso somministrati a minorenni, con la conseguenza di come etilici, strade intorno alle sedi dei quartieri che diventano latrine a cielo aperto, risse, accoppiamenti in strada dentro i portoni, vandalismi assortiti su auto ed arredi urbani.
Purtroppo questi comportamenti ogni anno sembrano aumentare di numero e le ordinanze comunali sulle restrizioni paiono restare tali solo sulla carta.
I Quartieri stessi, che in teoria dovrebbero appoggiare le norme per evitare tutti questi problemi legati all’alcol, in realtà sembrano poi avere una tolleranza molto alta, non potendo (o volendo come dice qualcuno) rinunciare agli introiti che le cene portano loro.
Questo “porto franco” che due volte all’anno viene tollerato dovrebbe invece essere regimentato con severità, ma pare impossibile farlo.
D’altronde non si può mettere vigili e poliziotti ad ogni cena a controllare.
La soluzione parrebbe non esserci, peccato che poi a pagarne le conseguenze sono i cittadini più misurati.

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Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

1 COMMENTO

  1. A questo problematico presente sarebbe necessario opporsi con la forza della tradizione; quale purtroppo il Saracino non può vantare.

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