Aretini incivili – la signora che parcheggia nel posto per i disabili

Ci sono due posti auto per disabili, entrambi occupati.
C’è un piccolo mercato e due supermercati nella zona.
Due poliziotti locali (mi raccomando, non municipali!) vengono allertati da una cittadina attenta, fanno una verifica, ma entrambe le auto parcheggiate hanno il contrassegno per i disabili…

I due poliziotti decidono di aspettare qualche minuto ed ecco che una signora perfettamente in forma torna con la borsa della spesa e si appresta a caricarla sulla sua Smart da città.

Naturalmente le viene chiesto se il contrassegno per disabili sia suo e la risposta è più o meno la seguente:

-No, è di mia madre. Sono stata un attimo a fare la spesa…

Per una che se ne becca ce ne sono cento che la fanno franca.
Sì, perché chi ha la sfortuna di avere in casa un disabile spesso se ne approfitta.
Tesserino sul cruscotto e via, verso nuove avventure!
Incivili.

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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