l’Arezzo e i curatori che non curano

Un curatore deve curare.
Che curatore sei se aspetti lì i soldi che ti servono senza andare a cercarli?
Ad Arezzo e all’Arezzo succede questo mentre a Vicenza, per dire, si verifica l’esatto contrario.

Ma tutte le sfortune capitano a noi?
Speriamo almeno che oggi (asta fallimentare) si raggiunga un accordo tra i curatori dell’US Arezzo e chi vuol rilevare la società.

La Cava e Anselmi hanno intenzioni serie e Pieroni, dietro a loro e in sintonia con loro, è uno dei maggiori intenditori di calcio in Italia.
Orgoglio Amaranto, associazione di tifosi dell’Arezzo, dopo aver fatto miracoli per mettere insieme i denari necessari a ottenere l’amministrazione provvisoria sarà sempre il cane da guardia degli sportivi aretini.

Cari curatori che non curate, date spazio, quindi, a chi ha intenzioni serie sull’Arezzo e guardate meno possibile alla forma.

CONDIVIDI
PrecedenteIn chiesa
SuccessivoIl primo sorso di Coca Cola
Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

LASCIA UNA RISPOSTA