Ad Arezzo ci sarà via Giorgio Gaber

E’ stato grazie ad Andrea Scanzi ed alle canzoni di Gaber che ieri sera al teatro Petrarca di Arezzo abbiamo ripercorso “i migliori anni della nostra vita”, che poi migliori non erano ma in confronto a quelli di oggi erano vivi e tumultuosi dove “si cercava sempre di volare”.
Ci manca Gaber perché ci mancano la sua indignazione, i suoi dubbi, la mancanza di certezze. Eppure, anche nelle sue esternazioni più drastiche si trova sempre una specie d’amore per l’uomo che dovrebbe liberarsi da tutte le impalcature ipocrite che lo ricoprono.
“ La nostra vita civile
la nostra idea di giustizia e uguaglianza
la convivenza sociale
è minacciata
dai mostri che sono la nostra sostanza.”
Sul palco, insieme a Scanzi, dove lo preferiamo e dove dimostra una raggiunta maturità, si sono alternati artisti come Syria, Paolo Benvegnù e Giulio Casale quest’ultimo la reincarnazione vocale e mimica di Gaber.
Lo spettacolo e le canzoni non erano facili ma avevano il pregio, ormai inconsueto, di far ragionare la mente e di non cercare un banale consenso.
“Questo è un mondo
che ti logora di dentro
ma non vedo
come fare ad essere contro.
Non mi arrendo
ma per essere sincero
io non trovo proprio niente
che assomigli al vero.
Il tutto è falso
il falso è tutto.
Il tutto è falso
il falso è tutto”
Arezzo ha bisogno di avvenimenti che facciano ragionare la mente perché di quelli che riempiono la pancia ce ne sono già troppi.
E bisogna dire che anche Il sindaco, che ha appoggiato l’iniziativa alla fine, salito sul palco è stato brillante.
Certo, la crisi si palpava vedendo quella giacchetta vivace indosso che gli tirava come l’elastico della canzone di Gaber, forse per apparire più “ggiovane” o perché ritirata fuori dagli anni ’60.
Ma non ha voluto far mancare uno scoop: in comune si discute di intestare a Gaber una via.
Chissà se sarà vero e fattibile, ma come diceva Gaber:
“ Non ho visto mai nessuno
buttare lì qualcosa e andare via”
Qualcuno nelle file dietro ha detto: e quando via Ghinelli?
Va bè, i soliti aretinacci!

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Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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