Il cavallino vola con l’Arezzo di Pavanel e Moscardelli

Non ha una società dietro (almeno fino a domani, quando si spera che si concretizzi il passaggio di proprietà), ma la squadra di Pavanel e Moscardelli continua a giocare con il massimo impegno e ad allenarsi per recuperare il tempo peruto in estate e nella prima parte del campionato.
La squadra è di Pavanel, nel senso che l’allenatore le ha dato un’organizzazione di gioco credibile e ieri ha dimostrato di saper anche cambiare modulo con successo; ma è anche di Moscardelli, che ieri si è speso come al solito come un leone, ma a differenza di altre volte ha sbagliato un paio di gol quasi fatti.

Il Mosca è un esempio per i suoi compagni, uno che non tira mai la gamba indietro e che non si risparmia nemmeno se vede una minima possibilità di recuperare un pallone perso.
Grande fisico e grande capacità di leggere la partita; il Mosca potrebbe fare con successo anche il regista, tanta è la sua tecnica unita alla visione di gioco.

Chissà che l’anno prossimo, visti i trentotto anni, non possa pensare di abbassarsi un po’ e darci ulteriori soddisfazioni…

L’Arezzo ha notevoli potenzialità, e se solo potrà disporre in settimana di una nuova proprietà, potrebbe allungare la serie delle sberle a Siena (storiche e non) già da domenica prossima in terra bianconera…

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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