Ma Francesca non parlava al sindaco, parlava alla mamma

E’ vero che ci vuole tanta immaginazione, ma proviamo a immaginare che non esistano gli sciacalli della politica e neanche i guardoni del web: la lettera di una certa Francesca Testi inviata a Repubblica per confessare a Concita De Gregorio la sua disperazione per il rifiuto della mamma del suo amore per un migrante, che effetto avrebbe avuto sui lettori di Repubblica, ignari, finchè non sono arrivati gli sciacalli, che la mamma fosse anche sindaco di una nobile cittadina?

Come avrebbero commentato queste parole di Francesca quando parla di Jeff, il ragazzo di colore di cui è innamorata?

“Vorrei che tutti potessero capire che Jeff mette allegria e trasmette pace.
Mi fa sentire proprio al sicuro.
Soprattutto c’è un grande rispetto in quello che fa nei miei confronti.
Un rispetto mai provato prima.
Parliamo di tutto.
Lui ascolta me incuriosito dai miei punti di vista.
Io ascolto la sua saggezza.
Sa sempre calmare i nervosismi, le impulsività, le cantonate a cui sono soggetta.
E’ vero, lui non ha niente ma se sono con lui non ho bisogno di altro.
Sappiamo guardare al di là di borse o vestiti firmati, delle apparenze.
Questo ci rende ricchi, l’essenziale è invisibile agli occhi’ dice il Piccolo Principe.
Vorrei che un giorno tutti vedessero col cuore.
Forse il mondo sarebbe più giusto e più tollerante.
C’è in Jeff una fiducia incredibili nell’umanità che in certi momenti mi fa sentire meschina e mi fa tenerezza.
Mi trasmette forza, speranza.
E’ già da tempo che non sono solo io a prendermi cura di lui, contrariamente a ciò che tutti credono.
E’ anche Jeff che si occupa di me”

Forse era meglio che la lettera non fosse cancellata dal blog, che tutti potessero leggerla, senza che fosse rimossa.
Tanto gli sciacalli avevano già dato in pasto al mostro della politica una bella lettera d’amore, per Jeff e per la vita.

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