L’onorevole Donati vuole il pomodoro di Pachino, non quello di Pechino

Va a finire che dopo il Milan e l’Inter, i cinesi in Italia compreranno anche i pomodori.
Fino a oggi non hanno bisogno di comprarli in Italia: i passati e le conserve se li fanno da sé con i loro pomodori.
A comprarli e a condirci la pasta ci pensano poi gli italiani.
Ma ora basta con i pomodori contraffatti.
Lo ha fatto sapere alla stampa il deputato aretino, onorevole Donati, che alla Commissione europea chiederà che il pomodoro sia di origine controllata.
Come il pomodoro di Pachino di Ragusa e di Siracusa che ha già l’Igp, l’indicazione geografica protetta. Ma se non c’è l’igp o il doc, come si fa a sapere se il pomodoro è di Pachino o di Pechino?
Ecco perché l’onorevole Donati vuole che l’Ue metta sui pomodori l’etichetta.
Ma i giornali li hanno letti anche Suning e Yonghong li: loro per comprare l’Inter e il Milan hanno speso un miliardo.
Figuriamoci se qualche spicciolo non ce lo mettono per comprare in Italia anche i pomodori e metterci anche l’etichetta come vuole l’onorevole Donati!

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