Speciale Giostra del Saracino – L’esclusiva col buratto!

“Oh, ma mi volete ascoltare una volta tanto boriosi botoli che non fate altro che vantarvi di essere i più forti?”
Mentre passeggio per la lizza sento queste parole mi giro ma non vedo nessuno
“Sono qua, eppure mi dovresti conoscere visto che ormai da anni mi presento puntuale a sfidare i vostri cavalieri.
Una situazione ridicola e poi l’anno scorso mi avete anche fatto fare gli straordinari”.
A questo punto non ho dubbi!
E’ il Buratto che parla con me, un vero scoop per noi dell’Ortica!
Non resta quindi che approfittare e rivolgergli qualche domanda.

Perché parla di situazione ridicola quando si riferisce ai nostri cavalieri?
“Vuoi sapere il perché?
Loro si addestrano tutto l’anno prendendo dei miei parenti alla lontana e facendogli agguati senza che abbiano la possibilità di difendersi visto che le armi di difesa non ci sono e che possono fare di tutto senza alcun rispetto delle regole che loro hanno inventato e chiamano cavalleresche”.

Ma questa puntualizzazione in che cosa la riguarda?
“Ma non hai ancora capito? Praticamente con il passare degli anni e con il mio naturale invecchiamento, avrei diritto almeno a una autodifesa più dignitosa e con armi al livello con i tempi. Sai una cosa, mi hanno addirittura spostato in modo che io non possa prendere almeno la soddisfazione di metterli in difficoltà con le botte che un tempo erano sistematiche…un vero gaudio vedere i vostri cavalieri perdere la lancia e finire con la testa sul posteriore del cavallo”.

Insomma, mi perdoni il termine ma le girano un po’ le scatole..
“Che scatole e scatole se la vuoi sapere tutta a me girano le palle a mille visto che mi hanno quasi fatto diventare impotente facendomi quasi diventare un eunuco .
Ma ti immagini un re delle indie, simbolo di forza costretto a non poter utilizzare al meglio le proprie palle visto che mi hanno accorciato il mio strumento di piacere.

Che cosa vorrebbe che si facesse per riportare le cose al suo posto e ridarle la forza per combattere contro i suoi avversari?
Hai detto la cosa giusta mi piacerebbe rientrare in campo con la consapevolezza di potermi difendere. Vorrei essere più chiuso con il mio scudo in modo di rendere difficile la possibilità di colpirmi ed anche riavere le palle alla stessa lunghezza dove madre natura me le aveva collocate.
Invece ora solo umiliazioni, non c’è battaglia e meno male che nelle piccole battaglie ci va un mio sosia altrimenti davvero sarei in stato comatoso”.

Un ultima cosa. Ha qualche sassolino da togliersi in particolare?
“Diciamo che voglio dire al biondino che sta prendendo sempre più campo Giostra dopo Giostra che quel ditino alzato sarebbe bene lo evitasse perché io ricordo e delego come ho fatto con il mio cugino di Ascoli che ha provveduto a vendicarmi.
Lo aspetto al varco ma vorrei farlo avendo a disposizione tutte quelle armi che invece mi sono state tolte. Anche agli altri li avviso… fate attenzione mi sono preparato bene a contrastarvi colpo su colpo”.

La posso intervistare qualche altra volta?
“Per ora accontentati di questa esclusiva poi si vedrà e se questa volta dovessi prendermi delle soddisfazioni, sarò io a cercarti.
Ora ti lascio vado all’Istituzione chissà che non mi vogliano dare altri handicap.
Ti giuro però se hanno in mente qualche altra cosa che mi penalizza, questa volta faccio sciopero e ci coinvolgo anche il mio sosia”.

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Gabriele Malvestiti
Giornalista professionista, da sempre vicino al mondo della Giostra. Ha condotto trasmissioni radiofoniche sulla manifestazione e realizzato numerosi speciali per le varie testate giornalistiche dove ha lavorato ed anche pubblicato in proprio. Grande appassionato della Giostra del Saracino che vive intensamente da oltre 50 anni.

1 COMMENTO

  1. Si al Buratto l’arméttésséno al su’ posto – anche le palle – dé questi sighini che tiréno oggi
    al Saracino ce ne sarebbe póchi bóni a restar’a cavallo o a ‘un se fa’ piglia’ dale palle…
    ‘io mascalzone! M’accordo dé Maialino – ch’éra el fratello dé Donatino – che ‘na volta ale próve
    l’agangiò el mazzafrusto ‘ntorn’al collo e lo tirò giùe da cavallo… El Malvistiti lo pól dire, si
    è vero o nòe… E questo Maialino ‘un éra manco picìno, ‘io mascalzone un’àntra volta.

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