Le partecipate, un’occasione per i pensionati

I cantieri edili da visionare/controllare scarseggiano e i pensionati aretini sono in fermento.
Stazionare sulle panchine cittadine annoia e non permette di sputare sentenze su questioni specifiche.
Ormai si intendono tutti di politica e di immigrazione, ma l’astinenza da cantiere è brutta da sopportare.
Per fortuna il Comune di Arezzo è venuto loro incontro, ha infatti indetto un bando con il quale mette in palio sei posti da amministratore o revisore dei conti di partecipata.

Una volta un revisore si beccava anche diecimila euro l’anno per (non) revisionare e a un consigliere di amministrazione spettava più o meno la stessa cifra per prendersi la responsabilità di amministrare.
Oggi non c’è un euro per farne due e agli amministratori non si dà più niente, mentre ai revisori due o tremila euro.

E’ il momento dei pensionati da cantiere.
Si candideranno in massa per fare i revisori dei conti e spulciare ogni virgola senza pietà.
Non solo, ma per  mettere in piazza ogni segreto di qualsiasi associazione che segreti non deve avere…

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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