La strana sensazione di girare per Arezzo d’Agosto

C’è qualcosa di strano a girare per Arezzo in questi giorni di mezzo agosto.
Un’aria assonnata dovuta a molti esercizi chiusi, mentre famiglie di turisti, molti con bambini piccoli, cani, passeggini doppi e tripli, guardano la città con gli occhi di chi ancora è curioso per la storia e l’arte.
I pochi aretini in circolazione hanno sottobraccio la busta del pane, felici di aver trovato la panetteria aperta.

Più in là, nella rotonda che porta a via Petrarca due auto si sono scontrate e le guidatrici se le dicono di santa ragione, perché ognuna non sa esattamente come si circola in una rotatoria.
Un’ auto dei carabinieri passa lentamente ma non si sofferma.
La ritrovi a Campo di Marte dove altre forze dell’ordine e vigili urbani presidiano il territorio.
Si, la città è cambiata, c’è qualcosa che la rende più plumbea e che fa dimenticare la sua bellezza e la sua scanzonata toscanaggine.

Certo non è facile abituarsi a convivere con il disagio, la paura e l’odio.
Non aver gestito in tempo, nel modo giusto, il flusso migratorio rende tutto più difficile.
E c’è anche un po’ di invidia a vedere questi migranti che hanno fisici solidi e robusti che noi aretini non riusciamo ad avere nemmeno con le migliaia di sedute che facciamo in palestra.

Ma non saranno gli sciacalli politici e i vomiti di professionisti dell’odio a risolvere la situazione.
C’è una necessità di partecipazione e di governo per far tornare questa città piacevole e civile.
Ricordiamo che: La polis fu un modello di struttura tipicamente greca che prevedeva l’attiva partecipazione degli abitanti liberi alla vita politica, il fatto che tutti i cittadini liberi soggiacessero alle stesse norme di diritto, secondo una concezione che identificava l’ordine naturale dell’universo con le leggi della città.
Queste erano concepite come un riflesso della legge universale preposta a governo del mondo.

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Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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