Alla faccia dei gufi

In Italia, non Gentiloni che lavora con prudenza, i renziani esultano perché il Pil a Maggio è salito dello 0,4 per cento.
In Germania fanno il muso lungo perché sono delusi da una crescita dello 0,6 per cento.
Quasi tutta l’Europa, compresa la Spagna, ha anticipato la ripresa che in Italia ha fatto solo ora i primi vagiti. Ma ai renziani basta lo 0,4 per cento per intestarsi il merito di un trionfo.

Che il presidente del consiglio, più modesto, neppure commenta.
Poteva non esultare il più renziano dei renziani aretini, il deputato Marco Donati?
Da quando è stato nominato, con questa è la terza volta che esulta con i suoi amici del Pdr.
L’ultima volta è stata pochi mesi dopo la debacle del referendum, quando Renzi ha sbaragliato il campo alle primarie per la segreteria.

La prima resta negli annali dei disastri dell’economia aretina.
Quando il deputato, a novembre del 2015, esultò cinque minuti dopo che Renzi e Padoan avevano messo la firma sul decreto “Ammazzabanche” che segnava la fine di BancaEtruria.
Il deputato esultava pensando che il decreto che ha cancellato la storia della banca aretina, fosse davvero “salvabanche”.

In mezzo poi c’è stato poco o niente da esultare; dopo l’impresa da premio nobel, raccontata in tutta Italia, messa a segno con la sconfitta del candidato renziano contro Ghinelli, che stenta ancora a credere di aver vinto le elezioni da sindaco, il resto è tutto un silenzio.
Silenzio su tutto quello che i renziani aretini potevano perdere, e hanno perso, ovvero proprio tutto, alle elezioni amministrative.
Ma se volevano esultare almeno una volta, perché anche ad Arezzo non hanno lasciato fare tutto a Gentiloni?
Con uno 0,4 in più mica avrebbero perso tutte le elezioni.

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