La festa del birrino…

Riceviamo e pubblichiamo un articolo che la dice lunga in merito alla festa del birrino di villa Severi ad Arezzo.

“Villa Severi, festa della birra: la birra media dopo tre giorni è uguale a quella piccola?
Primo secondo e terzo giorno 5 euro bicchiere grande (media) birra qualità denominata Machete.

Il bicchiere della birra presentatomi al quarto giorno sempre solita qualità al costo di 5 euro  era più slanciato dei precedenti, ma anche più magro tanto da dare falsamente  a bere di contenere più bevanda.

Alla  mia contestazione con conseguente  riconsegna scontrino dato che non volevano saperne di  somministrarmi la medesima quantità delle sere precedenti mi è stato risposto:

“Noi non abbiamo fatto contratti con nessuno”,  ed ho ricevuto indietro i 5 euro con  cui ho bevuto una  Super Tennent’s media in un locale della città ricevendo anche 50 centesimi di resto.”

Insomma, gli organizzatori della Festa della Birra han fatto una figura cacina che gli si rivolterà contro… complimentoni!

Nella foto i due bicchieri

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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