Il ritorno dei Festari

AREZZO IL CONTE FESTARI

Dopo alcuni anni di silenzio tornano a farsi sentire i Festari.
Si tratta della famiglia Fiorentina proprietaria dell’archivio delle lettere di Giorgio Vasari.
Ricordate quando annunciarono al mondo che per le carte in loro possesso un magnate russo (così russo da sembrare vero) era disposto a pagare ben 150milioni (salvo poi scomparire com’era comparso)?

Ora che lo Stato minaccia l’esproprio delle lettere vasariane per pubblica utilità, i buffi fiorentini tornano alla carica e chiedono di essere ricevuti al ministero dei beni culturali per reclamare il giusto prezzo per il patrimonio cartaceo custodito in casa Vasari ad Arezzo (e vincolato a doverci rimanere).
Chiederanno ancora 150 milioni?

Staremo a vedere, anche se chiedere è lecito e rispondere è cortesia.
Le posizioni del Ministero e dei Festari sono vicine come quelle di Trump e del Papa.
Il colloquio al ministero si svolgerà più o meno così:

-L’archivio vale 150milioni…

-Li volete due oppure procediamo all’esproprio?

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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