Truppe mignottate da combattimento per la sagra

Luglio (e agosto), tempo di sagre.
Sagra dell’ocio, della nana, del rocchio, della salsiccia e…del pesce (!!!).
A chi frequenta questi eventi estivi non sarà certo passato inosservato come, tra i vari personaggi tipici della sagra (il burino, il ragazzotto, l’avvinazzato, la coppietta), spicca una tipologia molto numerosa: il mignottone da balera.

Complice il dopo cena a base di latino americano, liscio e ballabili, questo esemplare affolla la pista e il bordo pista con cupidigia e ormone a mille.
Di solito tra i 45 e i 60,separata e/o divorziata, il mignottone alla sagra si concia da battaglia, pocce al vento, schiena nuda, microgonna ascellare, sandalo con zeppa altissima, gioiello finto oro, capello e trucco da denuncia.

Si muove guardinga tra la gente per scrutare le possibile prede, roba che se ti aguanta ti disfa, volendo saziare gli arretrati (ma anche no), usando l’ancheggiamento al primo pezzo che mette l’orchestra.
Di solito questi mignottoni sono iscritti a qualche scuola di ballo, quella che ti insegna quel passo di gruppo che fanno tutti a tempo, ma è alla sagra che sfoggia il “know how” per procurarsi la trombata.

Ma chi è la preda? Se più ageè, è il pensionato con camicia marmata e scarpa lucida che bazzica ogni pertugio chiamato sagra, che si accoppierebbe pure con una foca monaca, se invece più giovane si butta sul quarantenne pesudo single, di solito un tòpo di paese che non disdegna il sandalo, il pantaloncino corto e la polo col colletto alzato.

In genere il mignottone cerca di nascondere cellulite, culo moscio, pocce altezza ginocchio, con l’ausilio di push up, mutande e reggiseni corazzati, chili di trucco e altri artifici vari, che quando sarà il momento, sveleranno all’incauto che invece della top model si sono trombati la Sora Lella.

Ma alla sagra di paese, si sa, sono tutti/e di bocca buona, complice una bella nana e un litrozzo di vino, per cui alla fine, pace e patta, la trombata è assicurata.
Per i mignottoni la cui fama di rizzac..i è troppo compromessa, scatta la trasferta in altro paese o vallata….indi, tutto come sopra, le truppe mignottate vincono sempre la guerra.

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Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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