I murales contro l’afa

Il 2017, e ancora siamo in piena estate, secondo gli esperti di meteorologia,è il secondo anno più caldo degli ultimi cento anni.
Ormai, del resto, lo dice anche Renzi, non ci sono più le mezze stagioni.
Si sciolgono i ghiacciai del polo e vengono sconvolti gli ecosistemi.
Si alza il livello del mare a vista d’occhio e se continua così tra cent’anni l’uomo nascerà con le pinne.
E a Viareggio si andrà a giocare con le balene.
Qualcuna è già arrivata nel mediterraneo.
Ma presto potrebbero arrivare anche gli orsi polari.
Che al Polo senza ghiacciai non riescono più a trovare niente da mangiare.

A lanciare l’allarme e a cercare di salvarli ci hanno pensato i cittadini di Churchill, un paesino a nord del Canada, dove ci sono più orsi polari che abitanti.
Non a caso Churchill è la capitale mondiale della specie.
Basta andarci per capire quello che ci aspetta.
Lo spiegano bene sedici murales dipinti dagli streets artists più famosi nel mondo che hanno trasformato alcune costruzioni in tele gigantesche, per lanciare l’allarme contro i danni causati all’ambiente dall’uomo.

L’idea è venuta all’artista Kal Barteski, presidente del Fondo per la protezione degli orsi polari.
Ma è stata ripresa in dodici paesi per un totale di oltre trecento murales.

E’ vero che ad Arezzo nel centro storico non si possono dipingere murales, ma, prima che arrivino anche ad Arezzo gli orsi polari, l’idea di difendere l’ambiente con murales sui cambiamenti climatici dipinti dagli artisti di Churchill, nel secondo anno più caldo del secolo, e con l’afa di questi tempi, potrebbe anche piacere.

Perfino a Lucia Tanti, l’assessore comunale che disse che se fosse per lei bisognerebbe cancellare anche i murales di via Garibaldi che ricordano i danni della guerra.

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