Madonna che silenzio c’è stasera

Piazza San Francesco, la movida, i turisti stranieri beati al bar a sorseggiare cappuccino mangiando la pizza, il viavai di persone affaccendate.
Un metro sotto, c’è via Madonna del Prato, che ad oggi diventa nei fatti la “tomba del commercio”.
Nella stretta via infatti i molti negozi e botteghe di un tempo oggi stanno scomparendo ad una ad una, i cartelli di trasferimento in altre sedi, di “affittasi” e “vendesi” si sprecano, le vetrine polverose e vuote abbondano.
Ci sono nuove attività, qualche coraggioso apre, ma ogni sei mesi molte di esse chiudono, oppure si spostano.
Questa via sembra un “buco nero”, dove negli anni la densità di attività aperte e chiuse supera abbondantemente la media cittadina.
Certo qualche storico negozio e ristorante continua ad esistere, ma il turn over del resto è impressionante.
Fenomeno comune,m non solo in questa via, è il coraggioso tentativo di giovani che, senza un lavoro, magari si appoggiano ai genitori che finanziano l’apertura di un attività commerciale, tragicamente con la data di scadenza all’apertura, visti i tempi che corrono.
Il silenzio in certe ore del giorno di questa strada mette tristezza, ci sarà mai una ripresa ?
Ai posteri l’ardua sentenza.

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Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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