La mostra, nel senso che fa paura da quanto è brutta

In piazza San Francesco, ad Arezzo, è stata recentemente inaugurata una mostra del maestro Pierre Peyrolle. Lo so, qualcuno si chiederà chi è (anch’io).
Alla cerimonia erano presenti il Sindaco e vari assessori che magnificavano l’opera del pittore francese il quale girava per i locali della galleria d’arte contemporanea come una vecchia stella del cinema caduta in disgrazia. Giulivo tra tante presenze.

Il problema della mostra non è però il pittore in se, che svolazza beato, ma le sue opere per le quali il nostro sindaco (assessore alla cultura) stravede senza che abbiano un senso vero.
Peyrolle non fa altro che riprodurre fotografie molto ingrandite (tanto da essere sfocate anche nei quadri) accanto a figure di fantasia (poca) lispirate a classiche opere d’arte del passato.
Il massimo della serata è stato quando Ghinelli ha esaltato un’opera dicendola ispirata a Michelangelo e Peyrolle gli ha fatto notare, davanti alla telecamera, che l’ispirazione era quella della Battaglia di Anghiari di Vasari.
Si stava meglio quando si stava peggio… torna ICASTICA!

Peyrolle 2

CONDIVIDI
PrecedenteArezzo, la città giardino
SuccessivoMadonna che silenzio c’è stasera
Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

LASCIA UNA RISPOSTA